Pesca: in 15mila a Slow Sea Land a Mazara del Vallo
Incontri, spettacoli e laboratori del gusto sul pescato siciliano
11 giugno, 19:50(ANSA) - PALERMO, 11 GIU - Circa 15 mila visitatori, incontri, spettacoli, Laboratori del Gusto e dibattiti. E' il bilancio di Slow Sea Land, prima edizione della tre giorni dedicata al pescato siciliano e alle produzioni di eccellenza dell'agroalimentare dei Paesi del Mediterraneo, organizzata a Mazara del Vallo dalla Regione siciliana, Slow Food Italia e Ice, con la collaborazione del Distretto della pesca di Mazara del Vallo- Cosvap.
Nella cittadina, che vanta la marineria piu' grande del Mediterraneo, i rappresentanti di Algeria, Libia, Marocco, Mozambico, Tunisia e Turchia hanno discusso di gestione delle risorse ittiche e del futuro del mestiere del pescatore, salvaguardia dell'ambiente marino, cooperazione transnazionale con l'obiettivo di individuare regole comuni per il rilancio del settore. La manifestazione si e' chiusa con la sigla di un accordo di cooperazione tra il distretto della pesca di Mazara e il Gruppo interprofessionale di prodotti della pesca (Gipp) della Tunisia.
''Il bilancio e' positivo - ha detto il presidente del Distretto della pesca di Mazara del Vallo Giovanni Tumbiolo - hanno partecipato soggetti pubblici, privati e scientifici del Mediorente allargato e del Nord Africa. Bisogna lavorare a regole comuni tra paesi rivieraschi, che rispondano a logiche di cooperazione e condivisione. Occorre cambiare anche alcune direttive comunitarie miopi e improprie per il rilancio del settore della pesca e dell' agroalimentare'' del Mediterraneo.
Per il segretario nazionale di Slow Food Italia Daniele Buttignol ''l'associazione segna un'importante presenza in un angolo del Mediterraneo centrale per le tematiche riguardanti le risorse ittiche e il dialogo tra i popoli''. ''Molti progetti di Slow Food - ha detto Buttignol - guardano al continente africano, come quello dei Mille orti in Africa ad esempio. La tre giorni ci ha dato anche la possibilita' di conoscere la tradizione dei grandi pescherecci e di porre la questione della sostenibilita' e della tutela delle risorse ittiche in un mondo diverso da quello della piccola pesca costiera con cui da tempo dialoghiamo''.










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