Con la locuzione Sacra corona unita si indica un'organizzazione mafiosa che ha il suo centro in Puglia e che ha trovato negli accordi criminali con organizzazioni dell'est europeo la sua specificità per emergere e distaccarsi dalle altre mafie italiane. Ha raggiunto il suo apice tra la fine degli anni '80 e l'inizio degli anni '90, successivamente all'intervento dello Stato, e a un gran numero di arresti, è stata notevolmente indebolita, tanto da essere ormai considerata un fenomeno sostanzialmente scomparso. Peraltro e’ l’organizzazione mafiosa italiana che ha registrato il piu’ alto numero di ‘’pentiti’’, che hanno contribuito a distruggerla.
Si ritiene che la Sacra Corona unita sia stata fondata da Giuseppe Rogoli nel carcere di Trani la notte di Natale dell'anno 1981. Giuseppe Rogoli era già affiliato alla 'Ndrangheta (nella Ndrina dei Bellocco) e chiese il permesso al capobastone Umberto Bellocco di formare la nuova organizazione. Nel 1987 Rogoli affidò a Oronzo Romano la costituzione di un'altra 'ndrina nel sud barese, sempre con il consenso della 'Ndrangheta. Il braccio destro di Rogoli fu Antonio Antonica, primo affiliato di Rogoli a causa dell'antica amicizia nonché personaggio di spicco della malavita mesagnese.
Il nome di questa organizzazione è formato da 3 parole:
Sacra: poiché quando si affilia un nuovo membro all'organizzazione questo viene "battezzato" o "consacrato", come un sacramento religioso;
Corona: poiché nelle processioni si usa il rosario (o corona);
Unita: come sono uniti e forti "gli anelli di una catena".
La SCU è divisa in 47 clan, autonomi nella propria zona ma tenuti a rispettare interessi comuni a tutti, i circa 1.561 affiliati della Sacra Corona Unita. Si tratta quindi di un'organizzazione orizzontale per molti versi simile a quella della 'Ndrangheta. La mafia pugliese non ha mai avuto un legame perverso e viscerale con il territorio è, perciò, marginale e debole, a differenza di Cosa nostra, della 'Ndrangheta e della Camorra che presentano un radicamento sul territorio ormai secolare.

