GOVERNO IMPUGNA STOP A NUOVE CENTRALI NUCLEARI IN PUGLIA, CAMPANIA E BASILICATA
Il Consiglio dei ministri ha deciso di impugnare dinnanzi alla Corte costituzionale le leggi regionali di Campania, Basilicata e Puglia che impediscono l'installazione di impianti nucleari nei loro territori. La decisione è stata presa su proposta del ministro Claudio Scajola (Sviluppo Economico) e d'intesa con il ministro Raffaele Fitto (Affari Regionali).
"L'impugnativa delle tre leggi è necessaria per ragioni di diritto e di merito", ha spiegato il ministro Scajola. "In punto di diritto - ha aggiunto - le tre leggi intervengono autonomamente in una materia concorrente con lo Stato (produzione, trasporto e distribuzione di energia elettrica) e non riconoscono l'esclusiva competenza dello Stato in materia di tutela dell'ambiente, della sicurezza interna e della concorrenza (articolo 117 comma 2 della Costituzione).
Non impugnare le tre leggi avrebbe costituito un precedente pericoloso perché si potrebbe indurre le Regioni ad adottare altre decisioni negative sulla localizzazione di infrastrutture necessarie per il Paese". "Nel merito - ha continuato il ministro - il ritorno al nucleare è un punto fondamentale del programma del Governo Berlusconi, indispensabile per garantire la sicurezza energetica, ridurre i costi dell'energia per le famiglie e per le imprese, combattere il cambiamento climatico riducendo le emissioni di gas serra secondo gli impegni presi in ambito europeo".
NUCLEARE: COSA PREVEDE LA LEGGE APPROVATA IN CAMPANIA
"In assenza di intese con lo Stato in merito alla loro localizzazione il territorio della Regione Campania è precluso all'installazione di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di fabbricazione e di stoccaggio del combustibile nucleare nonché di depositi di materiali radioattivi".
E' quanto recita il comma 2 dell'articolo 1 della legge regionale della Campania, oggi impugnata dal Consiglio dei ministri, che ha detto no al piano per il nucleare del ministro per lo Sviluppo Economico, Claudio Scajola. Il sì del Consiglio regionale è arrivato nel cuore della notte del 31 dicembre scorso. A proporre la norma fu il gruppo di Italia dei Valori tra le proteste del Pdl che manifestò le sue critiche per la presunta legittimità della norma.
NUCLEARE:LEGGE BASILICATA VIETA PRODUZIONE E DEPOSITO SCORIE
Nel Piear (Piano di indirizzo energetico ambientale regionale), approvato all'unanimità dal Consiglio regionale della Basilicata lo scorso 13 gennaio, è stabilito che "in considerazione delle caratteristiche del territorio regionale, della vocazione economica e dello sviluppo delle risorse energetiche da esse ricavabili, l'ipotesi di produrre o impiegare l'energia nucleare non è compresa nelle ipotesi di sviluppo del sistema energetico della Regione".
Nel provvedimento di legge è specificato anche che "non è ritenuta possibile l'ipotesi che alcuna parte del territorio regionale possa ospitare un deposito di scorie nucleari anche superficiale, che accolga rifiuti nucleari provenienti da alcuna altra parte di Italia o del mondo".
"Considerando la volontà della Regione di voler sviluppare e valorizzare le risorse del territorio per profondere lo sviluppo sostenibile della regione Basilicata - è scritto nel Piano regionale - l'ipotesi nucleare non è considerata tra le scelte di generazione energetica possibili".
Nel novembre del 2003 la vicenda del nucleare in Basilicata provocò una protesta popolare in seguito alla decisione del Governo di realizzare a Scanzano Jonico (Matera) il deposito nazionale delle scorie nucleari: dopo 15 giorni di blocchi stradali e ferroviari e manifestazioni pacifiche, il Governo cancellò il cosiddetto "Decreto Scanzano".
NUCLEARE: PUGLIA; VENDOLA, SAREMO REGIONE DISOBBEDIENTE
"La destra che finge di essere ambientalista a Bari diventa ferocemente nemica dell'ambiente a Roma": lo afferma il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola (Sel), commentando con i giornalisti la notizia della decisione del Consiglio dei ministri di impugnare la legge regionale con la quale la Puglia ha detto 'no' alla installazione di impianti nucleari sul proprio territorio. Vendola ha ribadito che la Puglia "sarà la regione più disobbediente d'Italia e continuerà a dire 'no' al nucleare".
"Siamo davvero alla caduta della maschera: la destra - afferma Vendola - in Consiglio regionale vota a favore della legge che io ho voluto fortemente per la denuclearizzazione della Puglia, e oggi la destra, il governo di destra impugna dinanzi alla Corte costituzionale la nostra legge".
"Noi cioé, questo ci viene detto, dobbiamo obbedienza, e se il governo vuole fare i propri affari nucleari e radioattivi in Puglia noi - ha aggiunto Vendola - dobbiamo tacere e obbedire. Noi saremo la Regione più disobbediente d'Italia e continueremo a dire no al nucleare".
"In Puglia - ha detto Vendola - non vogliamo centrali nucleari, non vogliamo depositi di scorie nucleari, non vogliamo il transito di materiale a 'cavallo' tra usi civili e usi militari. E voglio ricordare a tutti che abbiamo condiviso una legge molto forte, molto innovativa che era la nostra risposta a quella terribile legge che il governo aveva fortemente voluto con un decreto poi convertito dal Parlamento, che espropria le Regioni e i territori del potere decisionale sul proprio destino".

