Cerca: ricerca su Legalità

MAFIA: BORSELLINO; IN UN LIBRO 'L'AGENDA NERA' D'ITALIA

La strage di via D'Amelio in cui furono uccisi il giudice Paolo Borsellino e cinque agenti della sua scorta, costituisce forse uno snodo cruciale nella storia italiana. Un attentato avvolto ancora oggi, a quasi 18 anni di distanza, da misteri e depistaggi. Un falso pentito, Vincenzo Scarantino, ha retto ben sei processi e due sentenze della Suprema corte. Perché? Com'é possibile che investigatori considerati pilastri dell'antimafia abbiano dato credito a un'assurdità così clamorosa?

A rispondere a queste domande è un libro scritto da due cronisti giudiziari di razza, Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza, "L'agenda nera della seconda Repubblica" (Chiarelettere, pp. 454, euro 15). Il volume, presentato a Palermo, contiene una serie di rivelazioni inedite, come ad esempio quella relativa all'ex capo della squadra mobile e poi questore di Palermo Arnaldo La Barbera, che condusse le indagini sulle strage, risultato un agente sotto copertura del Sisde con il nome in codice di "Catullo".

Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza, da anni impegnati a raccontare la mafia, prima per il quotidiano L'Ora e poi per l'Ansa, oggi scrivono su "il Fatto Quotidiano".