CARCERI: PRESENTAZIONE LIBRO "LA MIA VITA DENTRO"
"Il sovraffollamento e l'indistinzione tra condannati definitivi e soggetti in attesa di giudizio mortificano la persona e rendono assai improbabile ogni tentativo di rieducazione". Lo scrive l'ex procuratore nazionale antimafia Piero Luigi Vigna nel libro 'La mia vita dentro' del direttore di istituti penitenziari in pensione Luigi Morsello. Il volume, curato dai giornalisti Roberto Ormanni e Francesco De Filippo, è il primo tentativo di raccontare il carcere dal punto di osservazione di un direttore di istituti.
E' una cronaca che ha abbandonato i toni indignati, scegliendo la formula del diario. L'obiettivo - spiega l'autore, che in 40 anni di attività ha girato 22 istituti, tra i quali quello di massima sicurezza di Pianosa - è quasi pedagogico. Selezionando aneddoti, come l'adozione per la prima volta della porta monoblocco nelle camere, per attenuare il freddo invernale, o la gravidanza di Giuseppina Virgilio, compagna dell'attivista di Prima linea Marco Donat Cattin, durante il loro periodo di detenzione, Morsello racconta la difficoltà di ieri e di oggi del sistema carcerario, dalla ricerca di risorse "anche per comprare una candela", al sovraffollamento, con i detenuti che dormono nei corridoi.
Attraversa 40 anni di storia, le rivolte degli anni '70, l'evasione dei Gianni Guido, condannato per la strage del Circeo, la sezione speciale di Gorgona voluta dal generale Carlo Alberto Dalla Chiesa. Alla fine della sua attività a Morsello gli fu diagnosticata la depressione: ebbe i primi sintomi nel 1981, dopo la fuga di Guido; nel 1992 tentò anche il suicidio. Da tempo i sindacati della polizia penitenziaria denunciano che lo stress causato dall' attività negli istituti è una e propria malattia professionale.

