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CARCERI: DETENUTI MIMANO FUGA A TRENTO, MA E' UNO SPETTACOLO

In uno spettacolo teatrale organizzato all'interno del carcere di Trento, i detenuti, con una maschera sul viso, hanno mimato la fuga. Un'evasione che ha divertito il pubblico senza mettere in allarme la polizia penitenziaria.

"Maschere di libertà", questo il titolo dell'evento-laboratorio proposto dal mimo trentino Emilio Frattini nell'ambito del progetto multidisciplinare "Libertà e detenzione". L'idea era di trasformare i detenuti in poetici mimi, clown o attori recitanti. Tutti i partecipanti, una trentina, hanno dapprima realizzato una maschera partendo da un calco in gesso costruito sul proprio viso. Con questo nuovo volto ogni detenuto ha così costruito un alter-ego, dare inventare e modificare.

"Dietro la maschera si può essere invisibili, nascosti o si può esprimere la verità di ciò che si vorrebbe essere", dice il mimo Frattini che ha raccontato come i detenuti abbiano ideato ed indossato maschere con i loro volti inespressivi, in modo tale che erano costretti ad esprimersi con la gestualità, con il corpo. "Hanno liberato la loro fantasia, fino a cercare una libertà interiore", ha detto Frattini che intende ripetere questa esperienza  nel nuovo carcere di Trento che verrà aperto il prossimo anno.