Tunisia:Ennahdha celebra congresso e leadership Gannouchi

prima assise pubblica, dopo anni di illegalita'

12 luglio, 16:53

(di Diego Minuti) (ANSAmed) - TUNISI, 12 LUG - ''Il nostro futuro e' nelle nostre mani'': e' questo lo slogan del nono congresso del partito Ennahdha, che si e' aperto oggi, nel centro espositivo del Kram, alla periferia nord di Tunisi. Se il computo effettivo parla di nove congressi celebrati, in effetti quello di oggi e' il primo che tiene alla luce del sole. Quelli del 1979, 1981, 1984, 1986 e 1989 si svolsero segretamente perche' il partito era fuorilegge (lo e' stato per oltre trent'anni), mentre gli altri tre (1995, 2001 e 2007) hanno avuto luogo all'estero.

Quindi quello cominciato oggi assume una grande importanza politica, anche perche' viene ad essere celebrato con Ennahdha partito di maggioranza relativa nell'Assemblea costituente (alla luce del voto dello scorso ottobre) e formazione maggiormente rappresentata nel governo, in cui detiene la responsabilita' dei ministeri piu' importanti, a cominciare dalla carica di primo ministro.

La posizione pressoche' egemonica di Ennahdha nel governo tunisino ha determinato negli ultimi tempi molti elementi di frizione, soprattutto con il presidente della repubblica, Moncef Marzouki, che, rispetto a Mustapha Ben Jafaar (presidente dell'Assemblea costituente, terzo componente la cosiddetta troika e oggi, significativamente presente alla prima giornata del congresso), sta cercando di tenere una posizione esplicitamente di non sudditanza rispetto al partito confessionale, anche se con risultati risibili. Come e' accaduto il 24 giugno scorso, in occasione della vicenda dell'ex premeir libico Baghdadi el Mahmudi riconsegnato a Tripoli nonostante l'opposizione di Marzouki. Il congresso eleggera' i nuovi organismi direttivi da cui, ufficialmente, dovrebbe dipendere la linea politica futura.

''Ufficialmente'' perche' i tempi e gli obiettivi della politica di Ennahdha sono solo formalmente dettati da criteri di collegialita', perche' passano tutti per Rached Gannouchi, presidente del partito e di fatto suo ''padrone''. A lui risponde direttamente il premier (Hamadi Djebali, numero due di Ennhdha), cosi' come gli altri ministri (a cominciare da quelli degli Interni e degli Esteri, in mano a suoi fedelissimi). L'agenda del congresso elenca molti punti da affrontare (come quello delicatissimo delle future alleanze, in cui potrebbe essere esaminata la questione dei rapporti con le formazioni salafite, che contestano Ennahdha da ''destra''), ma tutti sembrano essere gia' segnati dalla saldezza della leadership di Gannouchi e della ristretta cerchia dei suoi collaboratori.

Lo stesso parterre di chi, non di Ennahdha, assiste al congresso sembra essere stato disegnato da Gannouchi, a cominciare da Khaled Meshaal, capo di Hamas, che e' andato ad accogliere in aeroporto, nel salone d'onore, ufficialmente riservato ai capi di Stato. Una iniziativa che ha scatenato molte polemiche in Tunisia dove gia' si paragona apertamente i comportanti di Ennahdha a quelli del regime di Ben Ali, in cui la commistione tra Stato e politica assurse a sistema di potere.

(ANSAmed).

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