(ANSAmed) - ROMA, 15 MAG - Rispetto dei diritti delle
minoranze in cambio di aiuti. Ovvero sostenere i Paesi che hanno
sperimentato la Primavera araba, ma con una forte
"condizionalita'". E' questo il "patto naturale" che l'Unione
europea puo' fare con il mondo arabo uscito dalle rivoluzioni
del 2011, secondo quanto ha spiegato l'inviato speciale della
Farnesina per il Mediterraneo e le primavere arabe, Maurizio
Massari, intervenendo al convegno "Le rivoluzioni mediorientali:
la questione iraniana, il mondo arabo e l'Occidente" in corso a
Roma all'auditorium dell'Ara Pacis, cui prendono parte numerosi
esponenti dell'International Council of Jewish Parliamentarians
(ICJP), presieduto dall'on.Fiamma Nirenstein.
Il processo di transizione democratica in questi Paesi, ha
ricordato il diplomatico, e' a piu' velocita'. Insomma, il
bicchiere non e' mezzo vuoto come ormai da piu' parti si ritiene
dopo le prime elezioni libere che si sono tenute in Tunisia e
Egitto, che hanno portato i partiti islamici al potere, o anche
quelle svoltesi in Marocco. ''La democrazia non e' perfetta'',
ha detto Massari, spiegando che sicuramente ''le relazioni con
Israele sono anche un termometro del grado di democraticita'
raggiunto''.
In tutto questo il grande assente, pero', e' l'Europa. ''L'Ue
- torna a ribadire - deve dare una sua risposta alle questioni
mediorientali. ''La crisi dell'Eurozona - ha detto - non puo'
essere un alibi per defilarsi dalla regione. Bruxelles deve
affrontare quattro sfide: ''la transizione dei Paesi delle
primavere; il conflitto israelo-palestinese; l'Iran e la
Siria''. E proprio sulla Siria, l'Ue non ha fatto quasi nulla.
''Non tutte le ambasciate europee sono state chiuse, non e'
stato nominato nessun rappresentante speciale per la Siria''. Si
deve fare molto di piu', ha concluso. (ANSAmed).