Calligrafia, il tratto grafico diventa arte assoluta

Algeri ospita opere di calligrafi da ogni parte del mondo

01 giugno, 13:25

(di Diego Minuti) (ANSAmed) - TUNISI, 1 GIU - Ci sono gli algerini e i tunisini, insieme agli egiziani e ai marocchini. Ma ci sono anche gli azeri, i bengalesi, i bosniaci, gli iraniani, i pachistani, i turchi, i siriani e altri ancora. Tutti uniti da una sola passione, quella per la calligrafia che, nel mondo arabo soprattutto, e' elevata ad arte a se stante, in cui l'espressione del segno e' filtrata attraverso la sensibilita' di chi lo traccia. Fino al 7 giugno Algeri e' la capitale mondiale di questa che e' arte a tutto tondo , con calligrafi provenienti da Algeria (47) e da altri venti Paesi (37) che stanno partecipando alla quarta edizione del ''Festival''. Una rassegna, ospitata nel Museo nazionale delle miniature e della calligrafia, in cui sono presenti gli stili maggiormente seguiti - il Maghribi, il Koufi e il Farissi - e, quindi, i piu' apprezzati da chi ama questa forma d'espressione o da chi e' solo incuriosito dalla sua assoluta originalita'.

La caratteristica della calligrafia araba e' che, attraverso il segno grafico, e' possibile esprimere il mondo interiore che si lega al significato stesso delle parole scelte, che possono essere versetti del corano, come strofe si una poesia sufi. Cosi', attraverso la reiterazione del nome di Allah o del suo profeta, Maometto, possono essere costruiti veri e propri momenti di celebrazione, in cui la forza della parola viene moltiplicata dal fascino della scrittura. Che talvolta viene usata, sfruttando la grafia delle parole, per fare si' che il frutto della loro composizione divenga una immagine, che puo' essere di un uomo, come di un animale, come di un oggetto, in cui si avverta l'amore verso Dio e il rispetto per tutto cio' che da Lui discende. Da quella che fu secondo molti la prima forma di scrittura araba, a Kufa, in Iraq (anche se, di recente, alcuni studiosi sostengono il contrario), caratterizzata da un tratto secco e puntuto si e' giunti a quella attuale, in cui prevale l'equilibrio, la perfezione di un insieme che solo all'occhio di un profano o disattento osservatore puo' apparire casuale. Le 28 lettere dell'alfabeto consentono mirabili combinazioni che diventano immagini e, con esse, emozioni.

Oggi le tecniche sono cambiate e i calligrafi battono nuove strade di sperimentazione, pur conservando la natura della loro arte. Nei secoli il qalam (il pezzetto di canna secca che veniva intinto nell'inchiostro) ha ceduto il passo e oggi c'e' chi, messi da parte il papiro e la carta, lavora su tele usando pitture acriliche. Apparentemente un controsenso, ma che invece certifica la vivacita' di un'arte che e' limitato affermare essere destinata solo ad una porzione di persone accomunate magari da una stessa religione. Ma, nel rispetto del principio che vuole che l'arte (perche' e' di questo che si sta parlando) non sia chiusa, non escluda nulla o nessuno, il Festival di Algeri ha aperto le sue porte anche ad esponenti della calligrafia asiatica, segnatamente quella cinese e giapponese (per quest'ultima e' presente Koshun Masunaga, considerata oggi forse la piu' brava calligrafa del Giappone), anch'essa espressione artistica, anch'essa espressione dell'Uomo nella sua piu' intima essenza. (ANSAmed).

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