Siria: 'Onu fissi ultimatum', Lega Araba evoca uso forza

80 paesi a summit stanbul. Clinton minaccia 'serie conseguenze'

01 aprile, 22:24

(dell'inviato Rodolfo Calo') (ANSA) - ISTANBUL, 1 APR - Nella loro seconda conferenza svoltasi a Istanbul, i quasi ottanta Paesi ''amici del popolo siriano'' che piu' vogliono la fine della repressione in Siria hanno chiesto di indicare un ultimatum entro il quale il regime del presidente Bashar Al Assad si deve adeguare al piano di pace in sei punti elaborato dal mediatore internazionale Kofi Annan.

La richiesta, rivolta allo stesso ''inviato speciale congiunto'' di Lega Araba e Onu, e' stato accompagnato da moniti verbali soprattutto del segretario di Stato americano Hillary Clinton che ha prospettato imprecisate ''serie conseguenze'' se non cesseranno le uccisioni di oppositori. E con un apparente scarto rispetto alla linea concordata al recente vertice di Baghdad, il capo della Lega Araba, Nabil al Arabi, ha chiesto pressioni sul Consiglio di sicurezza Onu perché adotti misure severe contro il regime di Assad, anche ''ai sensi dell'articolo sette della Carta delle Nazioni Unite'', quello che non esclude un intervento armato.

La Conferenza pero', come emerge dalla dichiarazione finale, ancora punta solo ad agevolare ''una transizione politica'' verso uno Stato democratico e quindi non ad armare i ribelli, cui comunque viene promesso appoggio anche finanziario e espresso ''sostegno'' per le sue ''legittime misure'' di auto-difesa. Un po' a sorpresa, c'e' poi il riconoscimento del Consiglio nazionale siriano (Cns) quale ''legittimo rappresentante di tutti i siriani'' e ''l'organizzazione-ombrello sotto cui i gruppi dell'opposizione si stanno riunendo''. Il suo presidente, Burhan Ghalioun, ha parlato fra i primi alla conferenza, segno ulteriore di pieno riconoscimento. Il Cns si e' dichiarato soddisfatto ma ha sottolineato di volere di piu': l'apertura di corridoi umanitari per soccorrere la popolazione schiacciata dalle repressione e soprattutto armi per i disertori dell'esercito siriano, sopraffatti dalle meglio attrezzate forze del regime.

Ancora oggi, nel corso dei violenti combattimenti in varie zone del Paese, sono state uccise almeno 34 persone, tra cui 15 membri delle forze governative. Tra gli episodi più cruenti quelli avvenuti a Qurriyé, nella provincia di Deir Ezzor (est), dove cinque ribelli, quattro soldati e un civile hanno perso la vita.

Questo spargimento di sangue, nonostante da una settimana il piano di Annan preveda un cessate il fuoco da parte delle forze del regime, e' stato considerato da Clinton (''non c'e' piu' tempo per scuse o ritardi'') come un indizio che Assad voglia sfruttare il piano solo per ''guadagnare tempo'', come ha detto anche il premier turco Recep Tayyip Erdogan, definendo ''eroi'' i rivoltosi siriani e assicurando loro che gran parte del mondo e' con loro.

La Conferenza ha quindi adottato la richiesta rivolta ad Annan a ''determinare una time-line'', una scala temporale ''per i prossimi passi'' che comprendono un ritorno al Consiglio di sicurezza. Dove peraltro gia' per due volte Russia e Cina - oggi assenti a Istanbul, seppur nuovamente invitate - hanno bloccato qualsiasi iniziativa della comunita' mondiale contro Damasco. Secondo quanto ha sostenuto il ministro degli Esteri turco Ahmet Davutoglu comunque, questa e' ''l'ultima possibilita''' per Assad.

Se il regime non attuera' il piano Annan potrebbero scattare altre sanzioni, ha avvertito il sottosegretario agli Esteri Marta Dassu' sottolineando che la ''Seconda Conferenza del gruppo di amici del popolo siriano'' (questo il nome del consesso che, formatosi a Tunisi a fine febbraio, si riunira' a breve per la terza volta in Francia) ha creato un gruppo di lavoro per rendere piu' efficaci le misure gia' varate.(ANSA).

© Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati

News dal Mediterraneo

le nostre regioni partner news lazio news sardegna news sicilia news campania news calabria news puglia