Del nuovo progetto Annan parleranno sabato a Ginevra i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell'Onu (Usa, Russia, Cina, Francia e Gran Bretagna), la Ue e diversi Paesi arabi. Ma da un lato la Russia, principale sponsor del regime di Damasco, e dall'altro il Consiglio nazionale siriano (Cns), la maggiore piattaforma dell'opposizione, hanno gia' fatto capire che non si lasceranno convincere facilmente.
Eppure a dire che il tempo ormai stringe non e' solo Annan, ma anche i fatti sul terreno. Scontri tra esercito e soldati ribelli dell'Esercito libero siriano (Els) sono stati segnalati anche oggi dai Comitati locali di coordinamento dell'opposizione, in particolare a Jezah, nella provincia meridionale di Daraa, e a Myadein, in quella nord-orientale di Dayr az Zor. Ma bombardamenti, secondo i Comitati, sono avvenuti anche in altre aree, in particolare a Homs, nel quartiere di Sultanieh, e soprattutto nei pressi di Damasco, dove si contano 34 uccisi, in gran parte a Duma. Tra di loro, secondo la stessa fonte, vi sono sei membri di una stessa famiglia: una donna di 90 anni, Fatima Halema, i suoi due figli, le loro rispettive mogli e una nipote. Mentre ad Asharneh, nella provincia di Hama, sono morti sotto un bombardamento un uomo, Ahmed Shakhtin al Yassin, sua moglie e i loro tre figli. Mentre il Comitato della Croce rossa internazionale ha detto di non essere riuscito ad entrare a Homs dopo diversi giorni di attesa.
La carta che Annan intende mettere sul tavolo a Ginevra per cercare di fermare la carneficina sarebbe quella di un esecutivo di unita' nazionale. Con l'esclusione pero' di leader "la cui presenza potrebbe nuocere alla transizione", ha spiegato un diplomatico. Il riferimento al presidente Bashar al Assad appare trasparente. Ma il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, pur dicendosi favorevole a cambiamenti che portino all' "intesa nazionale", ha avvertito che Mosca "non appoggerà l'imposizione di una soluzione esterna". Il destino di Assad, ha aggiunto, deve essere deciso "dal popolo siriano". Un'affermazione che sembra almeno prendere in considerazione la possibilita' che il presidente lasci la scena. Da parte sua il Cns ha posto la cacciata di Assad come condizione per partecipare a "qualunque progetto politico". E di questo parlera' domani a Parigi con il ministro degli Esteri francese, Laurent Fabius, il nuovo presidente dello stesso Cns, Abdel Basset Sayda, mentre a Ginevra si terranno consultazioni preparatorie di alti funzionari alla riunione di sabato. Intanto il presidente del Comitato militare della Nato, il generale Knud Bartels, ha assicurato che "non ci sarà un intervento militare dell'Alleanza" finche' "non saranno stati spesi tutti i mezzi politici". Il premier turco Recep Tayyip Erdogan, ha affermato il sito di intelligence israeliano Debka, ripreso oggi dalla stampa turca, aveva invece insistito con il presidente Usa Barak Obama per una offensiva militare 'come in Libia' contro la Siria dopo l'abbattimento del F4 turco venerdi scorso. Ma il capo della Casa Bianca ha risposto negativamente.
(ANSAmed).










