Siria: anche bambini tra vittime duplice attentato Damasco

Oppositore Ghalioun, pianificato da regime.Domani nuove proteste

10 maggio, 18:42

(ANSAmed) - BEIRUT, 10 MAG - Ci sarebbero anche 11 bambini tra le vittime del duplice attentato suicida compiuto stamani alla periferia sud di Damasco. Lo hanno riferito fonti giornalistiche sul posto, che citano un testimone anonimo. Secondo un bilancio della tv di stato siriana diffuso a meta' giornata, a perdere la vita sono state 55 persone, e 372 ferite. Il ministero degli Interni siriano ha reso noto che il duplice attentato è stato eseguito da due attentatori suicidi a bordo di altrettante autobomba. L'esercito libero siriano (Esl), piattaforma che riunisce i soldati disertori anti-regime, ha smentito ogni legame con il massacro e ribadito la volontà di rispettare il cessate il fuoco, formalmente in vigore in Siria dal 12 aprile su richiesta delle Nazioni Unite.

Il presidente del Consiglio nazionale siriano (Cns), Burhan Ghalioun, non ha dubbi sul fatto che tutto sia stato pianificato dal regime di Bashar al Assad. ''Consideriamo - ha spiegato Ghalioun in un'intervista all'ANSA a Tokyo - tutte le esplosioni nelle città contro i palazzi del governo come organizzate dal regime, con l'unico scopo di giustificare lo spiegamento di forze per prevenire gli attacchi e, di fatto, opprimere la popolazione".

Ghalioun ha anche parlato del suo prossimo viaggio in Italia.

"Prima di tutto - ha annunciato - vorremmo discutere il destino del piano Onu di Kofi Annan, dato che continuiamo a vedere violenze del regime contro la gente", ha detto.

''Contiamo su Roma per assistenza umanitaria e aiuti alle vittime affette dalle violenze'', ha proseguito, aggiungendo che l'Italia è stata "chiara fin dall'inizio, contraria a violazioni dei diritti umani del regime e con un ruolo molto attivo tra gli Amici della Siria".

Intanto per domani, giornata di preghiera e tradizionalmente di proteste, gli attivisti anti-governativi hanno fatto appello a ribellarsi al presidente Bashar al Assad, accusandolo di essere dietro al duplice attentato suicida. Sulla pagina Syrian.Revolution di Facebook, la piattaforma Web che per prima nel marzo 2011 è diventata il luogo d'incontro virtuale degli attivisti, si legge un appello a scendere in piazza in massa.

"Abitanti di Damasco, ribellatevi, liberate la vostra città dal regime assassino", vi si legge. "Chi ha distrutto Homs e ucciso i suoi abitanti con i carri e i mortai, non esiterà a distruggere Damasco e a uccidere i suoi abitanti''. (ANSAmed).

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