Siria:Terzi,azione forza?Serve accordo consiglio sicurezza

Ma ipotesi militare potrebbe essere presa in considerazione

10 maggio, 18:08

(ANSAmed) - ROMA, 10 MAG - Un intervento militare in Siria ''e' un'ipotesi che nella situazione in cui ci troviamo potrebbe essere considerata dal Consiglio di sicurezza, ma ci vogliono le condizioni politiche affinche' tutti i 15 membri lascino passare un'ipotesi del genere''. Lo ha detto il ministro degli Esteri italiano Giulio Terzi, tornando sulla possibilita' del ricorso al capitolo sette della Carta Onu per porre fine alle violenze in Siria. ''E' probabile che si debba tornare al Consiglio di sicurezza per "chiedere una forza più robusta, fino a 2-3000 uomini e in grado di intervenire in base al capitolo VII della Carta delle Nazioni Unite - ha detto ancora il ministro in un'intervista apparsa oggi su Repubblica -. Una missione cioé armata, capace di garantire la protezione di alcune aree e la sicurezza degli osservatori che oggi è invece affidata al governo siriano".

''Il modello libico - ha sottolineato - e' irripetibile. Ma il capitolo VII è stato utilizzato in molte altre occasioni. E in tante altre avrebbe potuto evitare massacri, come quello di Srebrenica".

Russia e Cina, ha proseguito, "per ora" non approverebbero una missione armata "ma potrebbero se si convincessero che la situazione non è più accettabile. Noi crediamo nel piano di pace Annan - ha ribadito il titolare della Farnesina -, ma con preoccupazione e perplessità''. Quanto al duplice attentato di oggi a Damasco è "gravissimo" - ha detto Terzi - e "l'Italia stigmatizza nel modo più fermo il perpetrarsi di attentati, a qualsiasi natura e fonte siano riconducibili le matrici terroristiche''. (ANSAmed).

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