(ANSAmed) - ROMA, 10 MAG - Un intervento militare in Siria
''e' un'ipotesi che nella situazione in cui ci troviamo potrebbe
essere considerata dal Consiglio di sicurezza, ma ci vogliono le
condizioni politiche affinche' tutti i 15 membri lascino passare
un'ipotesi del genere''. Lo ha detto il ministro degli Esteri
italiano Giulio Terzi, tornando sulla possibilita' del ricorso
al capitolo sette della Carta Onu per porre fine alle violenze
in Siria.
''E' probabile che si debba tornare al Consiglio di sicurezza
per "chiedere una forza più robusta, fino a 2-3000 uomini e in
grado di intervenire in base al capitolo VII della Carta delle
Nazioni Unite - ha detto ancora il ministro in un'intervista
apparsa oggi su Repubblica -. Una missione cioé armata, capace
di garantire la protezione di alcune aree e la sicurezza degli
osservatori che oggi è invece affidata al governo siriano".
''Il modello libico - ha sottolineato - e' irripetibile. Ma
il capitolo VII è stato utilizzato in molte altre occasioni. E
in tante altre avrebbe potuto evitare massacri, come quello di
Srebrenica".
Russia e Cina, ha proseguito, "per ora" non approverebbero
una missione armata "ma potrebbero se si convincessero che la
situazione non è più accettabile. Noi crediamo nel piano di pace
Annan - ha ribadito il titolare della Farnesina -, ma con
preoccupazione e perplessità''.
Quanto al duplice attentato di oggi a Damasco è "gravissimo"
- ha detto Terzi - e "l'Italia stigmatizza nel modo più fermo il
perpetrarsi di attentati, a qualsiasi natura e fonte siano
riconducibili le matrici terroristiche''. (ANSAmed).