Nel rapporto l'assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa condanna "fermamente le diffuse, ripetute e gravi violazioni ai diritti umani, ritenute crimini contro l'umanita', compiute dai militari e dalle forze di sicerezza, ma anche le violazioni commesse dai gruppi che si stanno opponendo al regime".
Nel ribadire che una soluzione militare esterna deve essere assolutamente scartata, "basta ricordare Srebrenica", ha sottolineato Marcenaro nel suo intervento, l'assemblea appoggia pienamente il piano di Kofi Annan, chiedendo a tutti gli Stati membri del Consiglio d'Europa di fare tutto quanto in loro potere perche' abbia successo.
Non pochi parlamentari durante il dibattito hanno domandato in particolare a Mosca di premere su Assad perche' rispetti il piano. L'assemblea chiede che le autorita' siriane e la comunita' internazionale assicurino che gli osservatori abbiano liberta' di movimento in tutto il paese oltre che la necessaria capacita' per monitorare il pieno rispetto del cessate il fuoco e del diritto a manifestare pacificamente.
Per questo l'assemblea chiede anche che il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite "metta in atto immediatamente un embargo sull'importazione in Siria di armi e materiale di supporto". I russi avrebbero voluto togliere questo punto come anche quello in cui nel testo si sottolinea che l'unico futuro pacifico e democratico della Siria passa necessariamente per la caduta del regime.
A questo proposito l'assemblea ha sottolineato come questo futuro dipenda anche dalle forze di opposizione e dalla loro capacita' di coinvolgere tutti i cittadini a dispetto della loro origine etnica o della loro religione. Per 54 voti contro 50 e' passato un emendamento in cui si chiede esplicitamente di garantire in futuro alla comunita' cristiana la stessa tolleranza religiosa di cui ha goduto sinora.
Infine, nel documento viene posto l'accento sulla questione dei profughi. Da un lato l'assemblea plaude a quanto sinora fatto dalla Turchia, anche se chiede ad Ankara di spostare i campi profughi piu' lontano dal confine siriano per assicurare la loro incolumita'. Dall'altro viene chiesto a tutti i 47 Stati membri del Consiglio d'Europa di garantire adeguata protezione ai richiedenti asilo siriani, considerato che i flussi di persone in fuga continuano a essere consistenti e potrebbero crescere se la situazione non dovesse cambiare o peggiorasse.










