Dacic (46 anni), politico ambizioso e molto popolare in Serbia, guida da tempo il Partito socialista serbo (Sps), erede del potente Partito capeggiato in passato da Milosevic, che lui e' riuscito a riformare in chiave riformista e europeista, ma nel quale non sono pochi coloro che non nascondono ammirazione e una certa nostalgia per il vecchio uomo forte di Belgrado.
Dopo le elezioni - dalle quali Boris Tadic e' uscito sconfitto sia nelle legislative che nelle presidenziali - Dacic ha negoziato a lungo con lo stesso Tadic e il suo Partito democratico (Ds), assicurando a piu' riprese di voler continuare nella coalizione di centro-sinistra. Sono emerse tuttavia difficolta' sopratutto per la prospettiva di coinvolgere nell'alleanza altre forze politiche, in particolare il Partito liberaldemocratico (Ldp), l'unico favorevole all'indipendenza del Kosovo e su posizioni molti critiche riguardo alla Republika Srpska, l'entita' a maggioranza serba della Bosnia-Erzegovina.
La prospettiva era quella di un governo guidato da Boris Tadic, nel quale Dacic avrebbe mantenuto la sua carica di ministro dell'interno. Troppo poco per il leader socialista, che si sente molto rafforzato dopo l'exploit del suo Partito socialista che alle recenti elezioni ha raddoppiato i voti (dal 7% al 14%) posizionandosi saldamente come terza forza politica del Paese.
Rotte le trattative con Tadic, Ivica Dacic si e' visto offrire dall'Sns la poltrona di premier, una proposta troppo allettante per un ambizioso come lui. E' stato facile convincere anche Dinkic e il suo Partito delle Regioni, e cosi' il leader socialista ha annunciato di poter contare su una maggioranza parlamentare di 131 seggi sul totale di 250. In mattinata il presidente Nikolic gli ha cosi' conferito l'incarico, sottolineando la necessita' di formare al piu' presto un nuovo esecutivo in grado di affrontare la situazione molto complessa del Paese, alle prese con gravi problemi economici e sociali.
Nelle sue prime dichiarazioni ai giornalisti, il premier incaricato ha detto di volersi mettere al servizio della Serbia con senso di responsabilita', per difedenre in primo luogo gli interessi nazionali. ''Il nuovo governo non sara' ne' filo-europeo, ne' filorusso, ne' filo-americano ne' filo-cinese.
sara' prima di tutto filo-serbo impegnato a lavorare nell'interesse dei cittadini''. Tadic, pur deplorando il voltafaccia del suo ex alleato, ha affermato che al nuovo governo va data una chance. ''Vedremo quali saranno i risultati'', ha detto. (ANSAmed)










