I tre ex appartenenti all'unita' d'intervento della polizia di Prijedor, Sasa Zecevic, Radoslav Knezevic e Marinko Ljepoja, sono stati riconosciuti colpevoli della fucilazione, il 21 agosto del 1992, sul monte Vlasic, in localita' Koricanske stijene, di oltre 200 civili musulmani e croati. Due coimputati, il comandante dell'Unita', Petar Civcic e l'ex guardia del lager di Trnopolje, presso Prijedor, Branko Topola, sono stati invece assolti per insufficienza di prove. Un convoglio organizzato di camion e pullman con oltre 1.200 civili musulmani e croati di Prijedor si avvio' quel 21 agosto 1992, attraverso il monte Vlasic, alla volta della citta' di Travnik, che era sotto il controllo delle forze governative. Il convoglio era accompagnato dai poliziotti di Prijedor.
Fermato il convoglio presso il fiume Ugar, oltre 200 uomini in eta' militare furono prelevati, costretti a salire su due autobus e portati a Koricanske stijene, dove furono fucilati sull'orlo di un burrone. Solo alcuni si salvarono, tra cui Husein Jakupovic. ''Ci dissero che saremmo stati scambiati e poi ci ordinarono di inginocchiarci a capo chino sull'orlo - ha raccontato Jakupovic nell' aula del tribunale - ero in prima fila, vedevo solo le rocce e il baratro e quando cominciarono a sparare mi gettai nel burrone''. Jakupovic rimase nascosto anche il giorno seguente quando i poliziotti tornarono e, ha raccontato, ''raccolsero i corpi e li bruciarono, dopodiche' un camion vi sparse sopra sassi e terra per ricoprire i resti''. Nel corso del processo, iniziato nel novembre del 2009, sono stati sentiti oltre cento testimoni e diversi periti. Tra i testimoni c'erano anche tre ex colleghi degli imputati che hanno confessato le proprie responsabilita', mentre altri quattro ex poliziotti sono sotto processo davanti alla corte d'appello.
(ANSAmed)










