Gli argomenti trattati sono stati numerosi e di grande attualità: dal Made in Italy come valore strategico, ai nuovi approcci del design industriale italiano, con interessanti esperienze di valorizzazione dei materiali, all'apertura al territorio con il coinvolgimento di antichi saperi, tradizioni ed esperienze del mondo dell'artigianato che, oggi, può assicurare lavorazioni specifiche e molto curate, con una visibilità dei prodotti in tutto il mondo, grazie alla globalizzazione. L'importanza della conoscenza specifica di piccoli e medi artigiani è infatti un elemento strategico da valorizzare per il designer, perché racchiude un percorso lavorativo capace di aprire molte strade e di contribuire allo sviluppo economico e sociale del territorio. Le conferenze nella grande sala della Biblioteca Nazionale sono state rivolte soprattutto a imprenditori e addetti ai lavori, mentre quelle all'Istituto Italiano di Cultura sono state seguite soprattutto da studenti, ricercatori e docenti delle Facoltà di architettura e design di Belgrado, che hanno attentamente seguito e partecipato ai dibattiti, confrontando le esperienze italiane con quelle serbe. Nel grande complesso e negli spazi della Biblioteca Nazionale sono stati anche esposti diversi prodotti dall'inconfondibile linea e stile italiani: dai variopinti divani di Zanotta, alle celebri poltrone Sacco; dalle eleganti e talvolta curiose sedie di Martino Gamper, agli oggetti inconfondibili di Alessi, al progetto Megaphone, un amplificatore passivo per iPhone, costruito con materiali tradizionali italiani: ceramica di Montelupo Fiorentino, nota fin dal Rinascimento per la sua resistenza e leggerezza, e treppiede in noce nazionale.
La 7a Settimana del Design di Belgrado si è poi conclusa sulle note delle Quattro Stagioni di Vivaldi in jazz, nell'interpretazione di Riccardo Arrighini, il pianista e compositore lucchese noto per la sua felice fusione di musica classica e lirica con il jazz, oltre che per aver suonato e inciso con due leggende viventi del sassofono come Francesco Cafiso e Lee Koniz. Arrighini ha entusiasmato i presenti nella Sala dei concerti del Conservatorio Stankovic di Belgrado, trascinandoli in un percorso in jazz tutto italiano, partendo da Vivaldi, passando poi per Puccini, fino a Ennio Morricone.
(ANSAmed)










