E' questo il ritratto che emerge dal Sondaggio sulla gioventu' presentato della Asda'a Burson-Marstellera Dubai, che prende in considerazion 12 paesi arabi tra il Golfo, il Levante e il Nord Africa. Il 72% degli intervistati crede che la regione sia migliorata dopo la Primavera Araba e che le aspettative per il futuro siano positive anche se il dato riflette la media di uno spettro che va dall'81% degli Emirati Arabi Uniti (Eau) al 46% del Libano. Uno stipendio adeguato (82%) e avere proprieta' immobiliari(65%) sono diventate priorita' rispetto al vivere in un paese democratico, ritenuto "molto importante" dal 58% degli intervistati, dieci punti in meno rispetto ad un anno fa. Anche qui il dato si dimostra flessibile a seconda del paese: soltanto il 46% degli iracheni interpellati ritiene la democrazia un valore importante (l'anno scorso erano il 91%) mentre per Egitto, Libia e Tunisia la percentuale segna, rispettivamente, 75, 68 e 67%.
Gli eventi politici dell'anno scorso hanno portato un cambiamento interno alla maggioranza dei governi della regione governi, percepiti, dal 72% dei giovani, piu' credibili sebbene il fattore corruzione rappresenti ancora, per il 54%, una delle sfide piu' significative da affrontare.
I giovani arabi del post-Rivoluzione non si aspettano pero' ulteriori grandi cambiamenti: il 59% crede che la grande ondata di sollevazione popolare si sia ormai esaurita anche se il 41% mostra ancora preoccupazione per "disordini sociali".
Gli ampi e repentini cambiamenti degli ultimi mesi hanno inoltre toccato un'altra corda: i valori tradizionali.
Se per il 65% dei giovani arabi sono ancora un patrimonio da preservare (ma lo scorso sondaggio erano oltre l'80%) i cultori dei valori 'moderni' sono raddoppiati dal 17% del 2011 al 35% di quest'anno.
Cambiato anche il desiderio per gli orizzonti oltre confine.
Perde colpi l'America, attualmente paese ideale per il 31% dei giovani, sale la Francia con il 46%. Il piu' ambito per qualita' di vita, in Medio Oriente, gli Emirati Arabi Uniti (40%)seguito, a 12 punti percentuali di distanza (28%), dalla Turchia. (ANSAmed).










