''La strategia dell'acqua e' concordata da tutti i paesi ed e' la base per una serie di investimenti nella regione'' spiega Scoullos, secondo cui il fallimento del 2010 non e' stato causato solo dai veti incrociati fra israeliani e palestinesi, ma anche da ''altri paesi, che non vogliono avere accordi multilaterali''.
Secondo il Global Water Partnerhip la priorita' per il Mediterraneo e' quella ''di promuovere ulteriormente gli strumenti multilaterali che abbiamo: Upm e convenzione di Barcellona''. ''Non e' solo questione di avere piu' risorse - ha detto Scoullos - ma di impegno politico''.
Intanto nei corridoi della diplomazia si aspetta la riunione ministeriale dell'Upm sull'acqua nel 2012 o 2013, per varare il piano d'azione e gli investimenti. Perche' nonostante l'instabilita' politica nella regione, la collaborazione con societa' civile, autorita' locali e industrie ''va avanti anche nei paesi della primavera araba'' spiega Scoullos.
I campi d'azione per il futuro sono diversi: investimenti per depurare l'acqua, impianti di desalinizzazione, lotta contro l'inquinamento, gestione dei rifiuti, strutture di ricezione per i rifiuti delle navi, monitoraggi comuni, molta informazione e sensibilizzazione. ''Tutte queste cose - ha detto Scoullos - possono essere proposte e riproposte di nuovo, ma occorre andare oltre i suggerimenti ed attuarle, andare oltre la retorica''.
(ANSAmed)










