E' l'appello lanciato dal presidente dell'agenzia di stampa Xinhua (Nuova Cina), Li Congjun, in un intervento di oggi sul Sole 24. Partendo dalla propria esperienza (e' nato in una famiglia povera), Li sottolinea che oggi, dopo decenni, ci sono ancora bambini in molte parti del mondo che non possono ancora comprarsi scarpe decenti. ''L'anno scorso il Programma dell'Onu per lo sviluppo (Undp) ha rivelato che oltre 1,7 miliardi di persone nel mondo vivono in condizioni di assoluta poverta', in base allo specifico indice (Mpi) che comprende dieci valori tra i quali la salute, l'educazione e le condizioni di vita'', scrive Li. ''Come presidente di un'organizzazione mediatica internazionale e come sopravvissuto alla poverta', ritengo che i media debbano ancora adempiere al loro obbligo sociale di costruire un mondo nel quale le risorse siano ripartite piu' equamente per assicurare una crescita comune'', prosegue.
Secondo il presidente di Nuova Cina, ''e' vero che l'industria mediatica non puo' realizzare da sola l'importante obiettivo di abbattere la poverta' (...), tuttavia i media possono e devono lanciare allarmi piu' efficaci su come una crescita sbilanciata minaccia lo sviluppo sostenibile non solo di una singola societa', ma del mondo intero. (...). E nello stesso tempo dovrebbero far si' che le voci dei poveri vengano ascoltate in tutto il mondo per contribuire a creare un ambiente sociale e politico che favorisca l'eliminazione della poverta'. (...).'' Li quindi proprone di istituire un sistema di aiuto internazionale come una fondazione per la lotta alla poverta' che raccolga con trasparenza fondi per le regioni bisognose sostenendo che le organizzazioni internazionali e le organizzazioni non governative sono partner importanti con i quali collaborare. ''Possiamo fare molto di piu' - conclude Li. ''E la cosa piu' importante e' costituire un meccanismo a lungo termine per una cooperazione costante e fruttuosa attraverso il quale unire le risors per per favorire l'eliminazione della poverta' globale.
Spero anche che attraverso i nostri sforzi, utili ma tenaci, anche i bambini piu' poveri abbiano un futuro piu' felice e meno ingrato''. (ANSAmed).










