I motivi che spingerebbero le donne verso questa pericolosa soluzione sarebbero da imputare alle gravi ripercussioni sociali che generano le gravidanze indesiderate, come l'espulsione dal nucleo familiare, i crimini d'onore ed il suicidio. L'attuale legge che regolamenta l'aborto "non è compatibile con le realtà sociali in Marocco" , ha affermato Chrabi. Alla luce di questi dati sarebbe quindi "preferibile per certi casi, come lo stupro, l'incesto e le malformazioni del feto, procedere in buone condizioni mediche per limitare le conseguenze dell'aborto clandestino".
Per Abdelali Alaoui Belghiti, direttore degli ospedali ed ambulatori al ministero della Sanità, "il problema dell'aborto in Marocco non concerne solo il settore sanitario, ma costituisce un problema sociale che riguarda varie parti implicate".
La deputata ed ex ministro dello Sviluppo sociale, della Famiglia e della Solidarietà, Nouzha Skalli, ha invece attirato l'attenzione, scrive l'agenzia di stampa marocchina MAP, sulla necessità di promulgare rapidamente una nuova legge "nel quadro di un consenso nazionale che miri ad evitare i mali sociali derivanti dalla gravidanza indesiderata", appellandosi ad una prova di coraggio per dibattere e trovare delle soluzioni a questo problema sociale. (ANSAmed).










