Alimentare:Fao,Vicino Oriente non riesce sfamare popolazione

Roma,al via 31/a conferenza regionale. 'Troppi sprechi'

14 maggio, 14:43

(di Cristiana Missori) (ANSAmed) - ROMA, 14 MAG - Risorse naturali fragili e limitate, una crescita demografica rapida e una domanda alimentare in costante crescita. Da sola, la regione del Vicino Oriente - l'area che va dal Marocco fino alla penisola arabica e l'Iran - non puo' farcela a sfamare i suoi abitanti: troppe perdite e sprechi subito dopo i raccolti che riducono enormemente la disponibilita' di derrate, ma anche cambiamenti climatici, desertificazione, urbanizzazione, allevamento intensivo e siccita'. Servono un insieme di strategie che consentano un miglioramento nelle conoscenze tecniche, un miglior savoir-faire nel sistema di commercializzazione dei prodotti alimentari e politiche pubbliche in grado di ridurre queste perdite. Questo in sintesi il quadro che emergera' nel corso della 31/a Conferenza regionale per il Vicino Oriente della Fao (l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'agricoltura e l'alimentazione) che si e' aperta oggi a Roma e che si concludera' il 18 maggio prossimo. Secondo quanto torna a ribadire l'Organizzazione, sono tanti i mali che affliggono questa vasta regione che oggi - in base agli ultimi dati disponibili del 2010 - conta circa 380 milioni di abitanti. Un aumento costante, che per la Fao dovrebbe raggiungere i 445 milioni di abitanti nel 2020, per poi sfiorare il dato record di 502 milioni nel 2030. Aumenta la popolazione e cresce la disoccupazione sia nelle zone rurali che in quelle urbane. A essere privi di una occupazione sono soprattutto i giovani (di eta' compresa tra i 15 e i 24 anni), che nel 2005 rappresentavano circa il 27% degli uomini e 33% delle donne della regione. Sempre nello stesso anno, il tasso di disoccupazione giovanile era pari al 26%, facendo risultare il Vicino Oriente l'area con il maggior tasso di disoccupazione giovanile al mondo. Popolazione in crescita e disoccupazione, poi, non fanno che contribuire all'aumento dell'insicurezza alimentare e la sotto-alimentazione nella regione. Nel 2010 il numero di abitanti che soffre di fame o di sotto-alimentazione e' stato stimato dall'Organizzazione a 37 milioni di abitanti.

Un aumento di ben 17 milioni di persone rispetto a quanto registrato al Summit mondiale per l'alimentazione del 1996, ma un calo di circa 5 milioni di persone rispetto al 2009. In diminuzione anche la superficie arabile totale delle terre agricole, stimate a circa 55,5 milioni di ettari. A oggi, secondo quanto emerge dai dati ufficiali, la superficie arabile rappresenta un quarto del totale delle terre agricole. E cosi' l'insufficienza produttiva provocata dal calo di terre coltivabili porta la regione vicino-orientale a essere importatrice netta di prodotti alimentari, soprattutto cereali.

Negli ultimi 40 anni, le importazioni di prodotti alimentari nella regione sono aumentate molto di piu' rispetto alla media mondiale e alla media dei Paesi in via di Sviluppo. In particolare, negli Emirati Arabi Uniti e' cresciuto di 100 volte, mentre nello Yemen di 20 volte, mentre l'Egitto e' rimasto il piu' grosso importatore di prodotti alimentari della regione e del mondo per tutto il periodo: 1960-2005. Ridurre le perdite di derrate, fa sapere la Fao, e' obbligatorio se si vuole combattere la mancanza di cibo in questi Paesi. Secondo le stime dell'Organizzazione ogni anno infatti si perdono tra il 15 e il 30% delle derrate deperibili: frutta, verdura, latticini, carni e pesce. Esistono pero' cinque ambiti di intervento ritenuti prioritari dall'Organizzazione in Vicino Oriente. Per il periodo 2010-2019, l'obiettivo e' quello di stimolare la produzione agricola e lo sviluppo rurale per migliorare i mezzi di sussistenza; migliorare la sicurezza alimentare e la nutrizione; gestire in maniera durevole le risorse naturali; reagire contro gli effetti dei cambiamenti climatici ed elaborare strategie di adattamento, preparandosi anche alle situazioni di urgenza alimentare e agricola future. (ANSAmed).

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