Lo studio propone delle linee d'azione declinate sull'analisi istituzionale, patrimoniale, urbanistica e immobiliare, definendone le leve strategiche. Lo scopo è quello di dotare i territori marocchini di infrastrutture tecnologiche di comunicazione, per rendere tutte le regioni e collettività locali economicamente e socialmente attrattive.
Per ogni area è stata trovata una definizione dei bisogni, concertata con gli stakeholders.
Il progetto fa parte del Plan Maroc Numeric 2013, lanciato dal ministero del Commercio, dell'Industria e delle nuove tecnologie, e, con un investimento globale di 291 milioni di dirham (oltre 26 milioni di euro), ne rappresenta il 5,4 per cento del budget allocato.
Intervenendo al seminario, il ministro dell'Habitat e dell'Urbanistica, Mohammed Nabil Benabdallah, ha affermato che "lo sviluppo delle nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione è senza dubbio la dinamica che marca maggiormente il nostro Paese". Secondo Benabdallah, il settore delle telecomunicazioni rappresenterebbe il 3,5 per cento del prodotto interno lordo marocchino, generando un giro di affari di oltre 42 miliardi di dirham (circa 3,78 miliardi di euro) e dando impiego a 32 mila persone.
Benabdallah ha inoltre evidenziato l'importanza, per lo sviluppo territoriale, di un "accesso ai servizi di telecomunicazione ad un costo competitivo" . (ANSAmed).










