Negli anni Settanta ha occupato diversi posti di responsabilità sotto Gheddafi. Nel 1980 però ha deciso di prendere le distanze da quest'ultimo e si è dimesso dalla sua carica di ambasciatore in India per militare fra le fila dell'opposizione in esilio, divenendo il leader del Fronte di salvezza nazionale libico, una formazione politica che raccoglieva oppositori fuoriusciti dalla Libia. Nelle elezioni di luglio ha vinto un seggio sotto la bandiera del suo partito.
Il Congresso ha anche eletto un vice-presidente nella persona di Jommaa Atiga, un indipendente di Misurata - altra città simbolo della rivoluzione - che ha battuto al secondo turno Salah al-Makhzoum del partito della Giustizia e della Ricostruzione, vicino ai Fratelli musulmani.
Il Consiglio nazionale transitorio, organo politico della ribellione che ha preso il potere dopo la caduta del Colonnello, ha di fatto ceduto il potere nelle mani del Congresso nel corso di una cerimonia che ha segnato la prima transizione pacifica del Paese. La nuova assemblea, che avrà il compito di scegliere un nuovo governo e spianare la strada a nuove elezioni sulla base di una nuova Costituzione, è composta in maggioranza dall'Alleanza delle forze nazionali (Afn), Alleanza delle forze nazionali oltre a 40 piccoli partiti moderati guidati dall'ex premier del Consiglio nazionale transitorio, Mahmud Jibril, che detiene una quarantina di seggi.
Diciassette sono invece i seggi agli islamici osservanti del partito della Giustizia e della Ricostruzione. Il resto dei 120 seggi sono divisi tra una galassia di forze politiche minori.
(ANSAmed).










