Libia: islamico-moderato scelto a capo Assemblea nazionale

Magarief gestira' transizione, sconfitto "liberale" Ali Zidane

10 agosto, 17:30

(di Giuseppe Maria Laudani) (ANSAmed) - ROMA, 10 AGO - Prosegue la transizione politica nella Libia del dopo Gheddafi con la nomina di Mohammed Magarief, un islamico moderato, a presidente dell'Assemblea nazionale. Tra i suoi compiti c'é quello di gestire il cammino democratico del Paese e le riforme istituzionali: in altre parole Magarief avrà quasi le funzioni di un capo di Stato. Magarief - secondo quanto riportano i principali quotidiani internazionali tra cui la Bbc online - è stato eletto con 113 voti contro gli 85 andati ad Ali Zidane, un indipendente di tendenze liberali. Nato nel 1940 a Bengasi - la 'capitale' della Cirenaica da cui ebbe inizio la rivolta contro Gheddafi - il neo presidente del Congresso si è diplomato in economia e poi ha ottenuto un Dottorato in Finanza nel Regno Unito.

Negli anni Settanta ha occupato diversi posti di responsabilità sotto Gheddafi. Nel 1980 però ha deciso di prendere le distanze da quest'ultimo e si è dimesso dalla sua carica di ambasciatore in India per militare fra le fila dell'opposizione in esilio, divenendo il leader del Fronte di salvezza nazionale libico, una formazione politica che raccoglieva oppositori fuoriusciti dalla Libia. Nelle elezioni di luglio ha vinto un seggio sotto la bandiera del suo partito.

Il Congresso ha anche eletto un vice-presidente nella persona di Jommaa Atiga, un indipendente di Misurata - altra città simbolo della rivoluzione - che ha battuto al secondo turno Salah al-Makhzoum del partito della Giustizia e della Ricostruzione, vicino ai Fratelli musulmani.

Il Consiglio nazionale transitorio, organo politico della ribellione che ha preso il potere dopo la caduta del Colonnello, ha di fatto ceduto il potere nelle mani del Congresso nel corso di una cerimonia che ha segnato la prima transizione pacifica del Paese. La nuova assemblea, che avrà il compito di scegliere un nuovo governo e spianare la strada a nuove elezioni sulla base di una nuova Costituzione, è composta in maggioranza dall'Alleanza delle forze nazionali (Afn), Alleanza delle forze nazionali oltre a 40 piccoli partiti moderati guidati dall'ex premier del Consiglio nazionale transitorio, Mahmud Jibril, che detiene una quarantina di seggi.

Diciassette sono invece i seggi agli islamici osservanti del partito della Giustizia e della Ricostruzione. Il resto dei 120 seggi sono divisi tra una galassia di forze politiche minori.

(ANSAmed).

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