''Certo che andro' a votare'', si anima Abuvaker Kilani, proprietario di uno spaccio di profumi e creme, dove e' visibile la foto di re Idris e del figlio. ''Avevo 17 anni quando si tennero le ultime elezioni. Mi ricordo che mio padre mi volle con se'. Poi arrivo' quel dittatore e fu la fine di tutto'', racconta riferendosi a Gheddafi. Kilani ha tenuto il negozio chiuso durante la rivoluzione ''perche' - dice - quelli che sono morti erano anche i nostri figli, ma adesso gli affari hanno ripreso e potra' andare solo meglio d'ora in poi''. E sui recenti casi di sabotaggio risponde: ''Sono episodi isolati, degli estremisti del sud che chiedono il federalismo. Ma la maggioranza della Libia vuole un Paese unito ed e' questo che conta''. Con 142 partiti in lizza per uno scrutinio definito ''storico'', i pronostici sono difficili. Soprattutto tenendo conto che non ci sono stati sondaggi. Inoltre, per i risultati non e' stata fornita alcuna data, ma e' certo che dovranno essere annunciati prima dell'inizio del Ramadan, previsto il 19 o 20 luglio. Non ci si aspetta un processo elettorale perfetto, sostengono gli osservatori, ma si spera che si svolga pacificamente, soprattutto dopo le minacce di boicottaggio e gli episodi di sabotaggio nell'est del Paese e gli scontri a ovest e nel deserto libico degli ultimi mesi. ''Per noi e' un momento storico, lo sappiamo. E siamo pronti'', dice ancora Kilani rivolgendo poi lo sguardo alla foto di re Idris. (ANSAmed).
Libia: voglia di votare a Tripoli, il futuro e' nostro
Domani elezioni, nell'ex Piazza Verde i cartelloni dei candidati
''Certo che andro' a votare'', si anima Abuvaker Kilani, proprietario di uno spaccio di profumi e creme, dove e' visibile la foto di re Idris e del figlio. ''Avevo 17 anni quando si tennero le ultime elezioni. Mi ricordo che mio padre mi volle con se'. Poi arrivo' quel dittatore e fu la fine di tutto'', racconta riferendosi a Gheddafi. Kilani ha tenuto il negozio chiuso durante la rivoluzione ''perche' - dice - quelli che sono morti erano anche i nostri figli, ma adesso gli affari hanno ripreso e potra' andare solo meglio d'ora in poi''. E sui recenti casi di sabotaggio risponde: ''Sono episodi isolati, degli estremisti del sud che chiedono il federalismo. Ma la maggioranza della Libia vuole un Paese unito ed e' questo che conta''. Con 142 partiti in lizza per uno scrutinio definito ''storico'', i pronostici sono difficili. Soprattutto tenendo conto che non ci sono stati sondaggi. Inoltre, per i risultati non e' stata fornita alcuna data, ma e' certo che dovranno essere annunciati prima dell'inizio del Ramadan, previsto il 19 o 20 luglio. Non ci si aspetta un processo elettorale perfetto, sostengono gli osservatori, ma si spera che si svolga pacificamente, soprattutto dopo le minacce di boicottaggio e gli episodi di sabotaggio nell'est del Paese e gli scontri a ovest e nel deserto libico degli ultimi mesi. ''Per noi e' un momento storico, lo sappiamo. E siamo pronti'', dice ancora Kilani rivolgendo poi lo sguardo alla foto di re Idris. (ANSAmed).










