Libia: voglia di votare a Tripoli, il futuro e' nostro

Domani elezioni, nell'ex Piazza Verde i cartelloni dei candidati

06 luglio, 20:51

(dell'inviata Gaetana D'amico) (ANSAmed) - TRIPOLI, 6 LUG - ''Noi ci crediamo. Crediamo che questo Paese possa avviarsi alla democrazia. Ma sappiamo anche che non e' un processo facile: ci vuole tempo, pazienza e tanto lavoro''. Abdallah Bashir fa il tassista a Tripoli. Sposato, con cinque figli, si arrangia anche con qualche lavoretto alla dogana e alla fine del mese riesce a portare a casa uno stipendio di mille euro. Una cosa impensabile, per lui, fino ad un anno fa. Ma adesso le cose in Libia sono cambiate. In meglio, secondo la maggioranza dei cittadini. Ed e' con questo spirito che domani Tripoli si prepara ad andare al voto per eleggere l'Assemblea Costituente, le prime elezioni democratiche nel Paese in 48 anni. Abdallah ci andra' con la moglie e voteranno nel distretto di Sug El Giuma, il piu' grande quartiere di Tripoli e il primo ad essere liberato dai ribelli durante la rivoluzione. ''Sono morti molti giovani qui e in giro ci sono ancora manifesti che li ricordano'', dice. I candidati del quartiere sono quattro, tra cui l'ex primo ministro libico del Consiglio nazionale transitorio (Cnt), Mahmud Jibril, che si presenta con una ''Coalizione di moderati''. Gli altri due partiti dati per favoriti sono: il partito di Giustizia e Sviluppo, ramo politico dei Fratelli Musulmani, e Al-Watan, guidato da Abdel Hakim Belhaj, ex leader del Gruppo Combattente dei Libici Islamici (Lifg). I volti dei candidati che li rappresentano sono ben visibili sui cartelloni che campeggiano in piazza dei Martiri, l'ex Piazza Verde teatro storico dei discorsi di Muammar Gheddafi. L'ultimo il dittatore poi ucciso a Sirte lo ha fatto appena un anno fa. Oggi è semideserta, nel venerdi' di preghiera. ''Non so ancora a chi daro' il voto, ma nessuno mi impedira' di andare al seggio'', dice Milad Mohammed, elettricista. ''E' la nostra chance di poter finalmente decidere per il nostro futuro'', aggiunge prima di allontanarsi con il figlioletto di due anni al quale mostra uno dei manifesti elettorali. Nel quartiere accanto a Piazza dei Martiri qualche negoziante e' aperto nonostante il venerdi' di festa, altri ne hanno approfittato invece per portare la famiglia al mare. La spiaggia sul lungomare di Tripoli, infatti, e' stata invasa da famiglie e bambini.

''Certo che andro' a votare'', si anima Abuvaker Kilani, proprietario di uno spaccio di profumi e creme, dove e' visibile la foto di re Idris e del figlio. ''Avevo 17 anni quando si tennero le ultime elezioni. Mi ricordo che mio padre mi volle con se'. Poi arrivo' quel dittatore e fu la fine di tutto'', racconta riferendosi a Gheddafi. Kilani ha tenuto il negozio chiuso durante la rivoluzione ''perche' - dice - quelli che sono morti erano anche i nostri figli, ma adesso gli affari hanno ripreso e potra' andare solo meglio d'ora in poi''. E sui recenti casi di sabotaggio risponde: ''Sono episodi isolati, degli estremisti del sud che chiedono il federalismo. Ma la maggioranza della Libia vuole un Paese unito ed e' questo che conta''. Con 142 partiti in lizza per uno scrutinio definito ''storico'', i pronostici sono difficili. Soprattutto tenendo conto che non ci sono stati sondaggi. Inoltre, per i risultati non e' stata fornita alcuna data, ma e' certo che dovranno essere annunciati prima dell'inizio del Ramadan, previsto il 19 o 20 luglio. Non ci si aspetta un processo elettorale perfetto, sostengono gli osservatori, ma si spera che si svolga pacificamente, soprattutto dopo le minacce di boicottaggio e gli episodi di sabotaggio nell'est del Paese e gli scontri a ovest e nel deserto libico degli ultimi mesi. ''Per noi e' un momento storico, lo sappiamo. E siamo pronti'', dice ancora Kilani rivolgendo poi lo sguardo alla foto di re Idris. (ANSAmed).

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

News dal Mediterraneo

le nostre regioni partner news lazio news sardegna news sicilia news campania news calabria news puglia