Libia: Aisha, ultima leonessa del clan Gheddafi

Dall'algeria incita partigiani padre e diventa un problema

08 giugno, 16:41

(di Diego Minuti) (ANSAmed) - TUNISI, 8 GIU - Il capo coperto da un velo, che le lasciava comunque scoperto il viso; il pugno destro levato al cielo a segnare ritmicamente gli slogan a favore del 'Colonnello'; la voce senza incrinature che invitava la gente a sbarazzarsi dei cialtroni che volevano intaccare il potere del padre: le ultime immagini ufficiali di Aisha Gheddafi sono queste e la ritraggono su un balcone del compound di al Aziziya, quello stesso preferito dal padre, ad arringare la folla, a dire che la vittoria era oramai vicina, che il popolo libico avrebbe schiacciato la testa dei ribelli. Sembra un secolo fa, ma e' passato un anno appena, in cui e' dovuta fuggire, cercando rifugio in Algeria. La ''leonessa'' sembra avere rinfoderato gli artigli. ''Sembra'' perche' tutto lascia pensare che sia lei ad avere preso in mano le redini di quel che resta della sua famiglia, divisa tra l'Algeria, il Niger e la Libia. Per sua capacita', ma anche perche' i suoi fratelli, con il potere, sembrano avere perso anche la capacita' di esercitare un minimo di leadership, anche nelle mura di casa.

Con lei in Algeria, ci sono Mohamed e Hannibal, il grigio primogenito e il 'pazzo', oggi accomunati dalla condizione di ''pensionati del potere'', in una villa in cui a loro non manca nulla, se non l'essenza di quel che il padre e' stato per la Libia in oltre 40 anni: il diritto, assoluto, di vita cosi' come di morte. Ma ad Aisha la bella, Aisha la dolce, Aisha la caritatevole, quella casa sembra troppo stretta e l'insofferenza di cui da' segnali quasi quotidiani potrebbe arrivare presto ad un punto di non ritorno. Aisha ufficialmente ha l'obbligo del silenzio perche', appena arrivata in Algeria, aveva cominciato a parlare, a incitare il suo popolo a rivoltarsi contro i rivoltosi, contro i ''traditori del Cnt''. Fino a quando il governo d'Algeri non le ha posto un diktat: se continui, scegliti un altro posto per il tuo esilio.

''Invito'' accolto, ma solo ufficiamente, perche' pare che, anche se attraverso il silenzio ufficiale, sia la voce di Aisha a farsi sentire, non quella dei fratelli, ne' della madre, Safia, la favorita di Gheddafi. Saif el Islam, in una prigione nel sud della Libia, aspetta d'essere processato, Saadi il ''calciatore'' aspetta pure lui, ma l'estradizione. Aisha quindi sta diventando un problema per l'Algeria e ad Algeri si aspetta che lei trovi una sistemazione che piu' le aggradi e se ne vada prima possibile.

Mesi fa si era parlato della Giordania, ma re Abdallah non e' sembrato entusiasta. Restano il Marocco (ma al potere c'e' un partito confessionale, per definizione nemico dei gheddafiani), l'Iraq (troppa poca sicurezza) e il Sud Africa. Per Algeri l'importante e' che Aisha levi prima possibile le tende. (ANSAmed).

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