(ANSAmed) - BEIRUT, 16 AGO - Rimane alta la tensione in
Libano e, in particolare, nella regione di Beirut, dopo la
convulsa giornata di ieri, durante la quale le notizie
provenienti dalla vicina Siria hanno innescato la rabbia di
alcuni clan sciiti, fedeli al movimento filo-iraniano Hezbollah,
che hanno rapito una ventina di siriani e un cittadino turco. E'
ancora perturbato il traffico lungo la strada che collega la
capitale all'aeroporto internazionale a causa di temporanei
blocchi, con cassonetti e copertoni di auto dati alle fiamme,
eretti da seguaci sciiti di Hezbollah, che chiedono la
liberazione di un membro dell'influente clan Midqad, catturato
vicino Damasco dai ribelli siriani anti-regime e da loro
accusato di far parte di un contingente di 1.500 mujaheddin
sciiti a sostegno della repressione della rivolta. Stamani un
volo dell'Air France da Parigi non è atterrato a Beirut, ma è
stato dirottato prima a Damasco, per rifornimenti, e quindi a
Larnaca, a Cipro, per le "incerte condizioni di sicurezza" nella
capitale libanese. L'agenzia nazionale Nna riferisce stamani che
la polizia e l'esercito libanesi sono impegnati, tra l'altro, a
proteggere le delegazioni diplomatiche della Turchia e dei Paesi
del Golfo, in particolare di Qatar e Arabia Saudita, Paesi che
sostengono la rivolta in Siria contro il regime del presidente
Bashar al Assad. I leader dei Miqdad e degli altri clan sciiti
alleati avevano ieri annunciato aver rapito 26 siriani - membri
secondo loro delle forze ribelli anti-Damasco - un turco e di
voler fare altrettanto con cittadini qatarioti e sauditi. Ieri i
governi di tutti i Paesi del Golfo hanno invitato i loro
concittadini a lasciare immediatamente il Paese. Una delegazione
dei Miqdad si é incontrata stamani col ministro degli Esteri
libanese informandolo di non voler per il momento liberare il
cittadino turco.(ANSAmed).
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