Turchia: e' stagione vertici con Italia, vola l'economia

Domani summit imprese a Istanbul, poi Monti-Erdogan a Roma

30 aprile, 14:05

(di Francesco Cerri) (ANSAmed) - ANKARA, 30 APR - Si riapre la stagione dei vertici fra Italia e Turchia, potenza emergente fra Occidente e Islam, fra Europa e Asia, la cui economia viaggia a un ritmo di crescita 'cinese' del +8,5%, cifra da capogiro per una Europa di nuovo nelle sabbie mobili di crisi e recessione.

Domani, primo maggio 170 fra le principali imprese e banche italiane arrivano a Istanbul per incontrare i vertici dell'imprenditoria turca in cerca di occasioni di investimento e cooperazione. L'8 maggio e' invece a Roma il premier islamico moderato di Ankara Rercep Tayyip Erdogan con parte del suo governo per un summit bilaterale con Mario Monti e l'esecutivo italiano, il secondo dopo quello di Smirne nel novembre 2008 con l'allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. E si lavora, rileva l'ambasciatore italiano ad Ankara Gianpaolo Scarante, alla visita in Italia in novembre del presidente Abdullah Gul.

L'intensificazione dei rapporti interviene mentre Ankara non nasconde l'ambizione di diventare un grande attore, politico ed economico, non solo regionale ma anche 'globale'. La Turchia - secondo piu' importante esercito Nato - potrebbe diventare un possibile futuro 'gendarme' regionale (ispirandosi al passato ottomano, secondo la stampa turca), vuole essere un 'modello' per i paesi musulmani in uscita dalle 'primavere arabe', le sue imprese si proiettano verso i nuovi mercati dell'Europa centro-orientale, dei Balcani, dell'Asia Centrale. ''Non presenta i rischi di un paese emergente, spiega Scarante, e' praticamente gia' emerso''. E' ora - con una popolazione giovane di quasi 80 milioni di abitanti - la 16ma economia mondiale, aspira a diventare l'ottava fra dieci anni, spinta dalle sue aggressive Pmi, le 'Tigri dell'Anatolia', che si ispirano all'imprenditoria del Nord-Est italiano. Il vertice economico di Istanbul, dal primo al 4 maggio, vede in campo Ice, Confindustria, Abi, Unioncamere, con il sostegno del governo. Punta alla conquista di una parte maggiore del mercato turco - dove sono presenti gia' 920 imprese italiane - e a esplorare le opportunita' regionali che puo' offrire la collaborazione con le imprese locali. Per il sottosegretario allo sviluppo economico Massimo Vari che guida la delegazione italiana ''ci sono tutte le condizioni perche' le nostre imprese colgano le potenzialita' enormi che offre la Turchia''. Quello turco, per la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, e' ''un mercato di interesse prioritario per le imprese italiane, sia come destinazione di investimenti sia come sbocco per i prodotti del made in Italy'' e le aziende dei due paesi possono ''insieme raggiungere traguardi significativi nei mercati di Medio oriente e Asia Centrale''. Sulla forte espansione economica e sul rafforzamento della proiezione esterna della Turchia, la cui candidatura all'Ue procede pero' a passo di lumaca - con nuove turbolenze attese a luglio con la presidenza europea di Cipro - rimangono anche alcune ombre. L'inflazione e' tornata sopra il 10%. E ci sono tensioni nei rapporti con alcuni vicini come Siria, Iraq o Israele. Sul fronte interno la stampa internazionale ha espresso preoccupazione per l'arresto di molti giornalisti. Cento sono tuttora in carcere. (ANSAmed).

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