Intanto, pero', la gente ha paura e continua a ritirare i risparmi dalle banche e svuotare gli scaffali dei supermercati. Nel suo appello all'elettorato fatto nel corso di una conferenza stampa ad Atene, Samaras ha ribadito che le priorita' del partito da lui guidato sono "formare un governo stabile e mantenere la Grecia nell'eurozona". Il capo di ND ha quindi ricordato che i leader europei sono aperti alla possibilita' di rinegoziare l'accordo grazie al quale la Grecia ha ottenuto gli aiuti internazionali. "Ritengo - ha detto - che avremo da guadagnare del fatto che l'Europa sta cambiando, e in questo clima di cambiamento la Grecia ha la possibilita' di un negoziato equo". Inoltre ha affermato di essere a favore delle posizioni espresse dal premier italiano Mario Monti per una garanzia pan-europea sui depositi bancari.
L'appello di Samaras agli elettori a fare fronte unito nel suo partito contro una possibile vittoria di Syriza (sinistra radicale) - che viene percepita come un grave rischio per la permanenza della Grecia nell'eurozona - e' venuto in contemporanea con un'allarmante rivelazione da parte di fonti del mondo bancario ellenico. Secondo tali fonti, infatti, oscilla ormai fra i 500 e gli 800 milioni di euro la somma che ogni giorno viene ritirata dai risparmatori greci dai propri conti proprio nel timore che una vittoria elettorale delle sinistre provochi l'uscita del Paese dalla zona euro e un disastroso ritorno alla dracma, la vecchia valuta ellenica.
D'altra parte, sulla scia degli stessi timori, numerose fonti hanno confermato ad ANSAmed - come da giorni sostengono diversi gestori di grandi supermercati - che da parte della gente e' in atto una vera e proria corsa all'accaparramento di alimentari come pasta, cibi in scatola e altri generi non deperibili. Molte persone hanno cominciato a fare scorte nel timore che all'indomani delle elezioni, mentre saranno in corso i colloqui tra i partiti per la formazione di un nuovo governo, si possa creare una maggiore instabilita' politica ed economica e, forse, anche tensione sociale.
A contribuire alla gia' diffusa incertezza del domani, ha cominciato a circolare in giornata ad Atene anche la notizia che la Grecia dispone soltanto di circa due miliardi di euro nelle proprie casse statali, denaro che potrà garantire il pagamento degli stipendi e delle pensioni dei dipendenti pubblici sino al prossimo 20 luglio. A riferirlo per primo e' stato il quotidiano Kathimerini. La notizia non è stata ancora confermata né smentita dal ministero delle Finanze il quale, in un comunicato diffuso nel pomeriggio, si è limitato ad affermare che "le pensioni di luglio non sono in pericolo". (ANSAmed).










