Per il momento, l'Associazione delle industrie elleniche delle bevande analcoliche (Seva) non ha reagito al cambiamento, anche se alcuni dei suoi membri sostengono che la modifica della legge che disciplina il settore è formulata in modo da favorire gli interessi non solo delle piccole fabbriche ma anche per facilitare la collaborazione tra due aziende multinazionali operanti in Grecia, una attivo nella produzione di birra e l'altra nella produzione di analcolici.
Deve comunque essere rilevato che la nuova normativa è stata presentata come una sorta di aggiunta alla legislazione preesistente, piuttosto che come un emendamento voluto dal ministero dello Sviluppo allo scopo di migliorare il contesto imprenditoriale nel settore. "Prima di essere approvata, la nuova legislazione è stata presentata come una risposta alla domanda delle piccole fabbriche di birra. Ma erano solo scuse", ha dichiarato al quotidiano Kathimerini il proprietario di un'azienda produttrice di analcolici che negli ultimi anni ha visto una certa ripresa.
Secondo varie fonti dell'industria del settore, da qualche tempo hanno cominciato a circolare voci insistenti secondo le quali sarebbe imminente l'avvio di una collaborazione tra la compagnia multinazione di produzione di birra Carlsberg e il gigante degli analcolici PepsiCo in base alla quale la prima dovrebbe cominciare ad imbottigliare i marchi della seconda in Grecia e in altri Paesi come la Svezia. La Carlsberg ha già una fabbrica in Grecia, a Sindos (alla periferia di Salonicco), nella quale dispone di tre linee di produzione da cui esce fra l'altro la marca di birra locale Mythos. La PepsiCo, invece - che ha acquisito Ivi, produttore e imbottigliatore locale di analcolici - ha due stabilimenti, uno a Oinofyta (presso Atene), dove fa bevande analcoliche e succhi di frutta, e un altro a Loutraki (vicino a Corinto), dove imbottiglia acqua minerale. Comunque, indipendentemente dal fatto che la Carlsberg e la PepsiCo procedano con l'asserita intesa, la nuova normativa dovrebbe favorire le piccole fabbriche di birra che vogliono ampliare la loro gamma di prodotti. L'azienda di produzione di birra "Macedonia-Tracia", per esempio, che produce la birra Vergina ed è di proprietà di Dimitris Politopoulos, vuole introdurre il proprio marchio di tè "di montagna" (un tipico infuso greco) freddo. La Chitos, da parte sua, che è già attiva nell'imbottigliamento di acqua minerale e la produzione di birra attraverso la sua partecipazione alla Birreria Olimpica, che ha rilanciato il marchio della notissima birra Fix, è anche interessata alla produzione di bevande analcoliche. C'e' pero' da notare anche che in Grecia esiste già un piccolo produttore regionale di birra - Magnus Magister - che sull'isola di Rodi produce anche bibite analcoliche.
"Quello che ci piacerebbe vedere è almeno la parità di trattamento fra industrie. E, nel caso, vorremmo vedere anche il contrario, cioe' che le imprese produttrici di analcolici possano utilizzare le stesse linee per la produzione di birra", ha detto a Kathimerini un portavoce della Seva secondo cui non è improbabile che la questione tornerà in discussione dopo le elezioni del 6 maggio. E cio' anche perche' Costis Hadzidakis, il deputato di Nea Dimocratia (centro destra) che ha introdotto la nuova legge ha espresso alcune riserve sul fatto che sia la migliore possibile, mentre un parlamentare socialista del Pasok, Costas Kartalis, ha chiesto che la normativa riguardi sia i produttori di birra sia quelli di analcolici. (ANSAmed).










