La possibilità di "un progressivo sgretolamento" del regime siriano "é uno scenario realistico", ha detto ancora Marta Dassù. La questione che oggi si pone "é isolare completamente il regime", ha detto ancora la Dassù, insistendo anche sulla necessità di indurre Russia e Cina a rinunciare al loro sostegno a Damasco. Quello di oggi "é un lavoro di persuasione collettiva", ha spiegato, sottolineando che "il numero di Paesi che partecipano alla conferenza degli amici della Siria è enormemente aumentato". L'Italia e' inoltre disponibile ad ospitare la conferenza degli Amici della Siria, dopo quella che si terrà in Marocco, ha riferito ancora la sottosegretaria, ricordando che Roma sta "facendo molto sul fronte medico per aiutare una popolazione che è brutalmente colpita da un regime che non ha senso".
Alla domanda se il nostro Paese sia pronto ad inviare una eventuale missione di Caschi Blu, ha risposto che il Paese "é già molto esposto", in altri scenari, come la missione in Libano. Quanto alla fornitura di materiale per le telecomunicazioni all'opposizione siriana, evocata dalla Francia, "per ora all'Italia non è stato chiesto nulla".
A chi chiedeva perché si fosse intervenuti in Libia contro il regime di Gheddafi e non in Siria contro quello di Assad, la sottosegretaria ha risposto: "E' diverso, perché in questo caso non c'é il via libera del consiglio di sicurezza dell'Onu. E purtroppo la politica internazionale non è basata su una coerenza totale dei comportamenti". (ANSAmed).










