"E' nel nome dei valori europei che voglio riorientare la costruzione dell'Unione", ha arringato i suoi sostenitori a Lorient, in Bretagna, con un'allusione nemmeno troppo velata alla richiesta, inserita nel suo programma, di rinegoziare il nuovo trattato fiscale inserendo la dimensione della crescita a fianco al rigore. Concetto ribadito poco dopo, con un aperto attacco alla volontà di subordinare le decisioni di bilancio dei singoli Paesi alle scelte di Bruxelles: "La Francia merita di essere rispettata, è il popolo francese che decide del proprio avvenire, e lui solo", ha dichiarato Hollande, "abbiamo bisogno che il Paese prenda in mano il suo destino".
Parole forti, che vogliono in qualche modo preparare partner e mercati al comportamento del candidato socialista in caso dovesse effettivamente coronare il sogno dell'Eliseo, ma che allo stesso tempo puntano a convincere il maggior numero possibile di elettori, per trasformare la vittoria al primo turno in successo finale, e spingere i suoi sostenitori a restare mobilitati.
"L'onda sale, sale talmente che il candidato uscente la prenderà in piena faccia", ha insistito durante l'altro discorso della trasferta bretone, a Quimper: "Vogliamo la vittoria della sinistra, e che la Francia possa tornare a sperare nel proprio futuro". Aggiungendo poi, spavaldo: "Abbiamo raggiunto il primo obiettivo", ora "vinceremo le elezioni presidenziali".
La risposta dei mercati, però, non si è fatta attendere: il fantasma del crollo delle borse evocato a più riprese da Sarkozy sembra essersi - almeno in parte - materializzato oggi, malgrado per paradosso la Borsa di Parigi (-2,83%) abbia perso meno di altre piazze, in una giornata resa ancora più nervosa dalla crisi di governo olandese. I rendimenti dei titoli di debito sovrano hanno fatto registrare un aumento contenuto, e il differenziale rispetto al bund tedesco ha chiuso a 145,5 punti base, dopo aver sfiorato i 150 nel pomeriggio.(ANSAmed).










