Le nuove misure dovrebbero estendere anche la lista dei materiali usati per scopi repressivi. "Ma non ci sono ancora decisioni. Dipende dagli stati membri", ha precisato un alto diplomatico. "Contatti sono in corso con l'inviato Onu Kofi Annan per valutare la giusta tempistica".
Intanto la Cina si e' detta disposta a contribuire "in qualsiasi modo sia necessario", incluso l' invio di uomini, alla prossima missione dell'Onu di monitoraggio della tregua. Lo ha detto oggi il portavoce del ministero degli esteri Liu Weimin in una conferenza stampa a Pechino. La presenza di osservatori in Siria è urgente, la situazione "non è buona" ed il cessate il fuoco è "fragile", ha detto oggi a Ginevra Ahmad Fawzi, portavoce dell'inviato speciale dell'Onu e della Lega araba per la Siria, Kofi Annan. Attualmente, sette primi osservatori internazionali sono presenti in Siria, lunedì ne dovrebbero giungere altri due e nel corso della settimana prossima dovrebbero salire a 30, il numero previsto per la prima missione già autorizzata dal Consiglio di sicurezza dell'Onu. La prossima tappa è nelle mani del Consiglio di sicurezza che dovrà adottare la risoluzione che autorizza l'invio di "fino a 300 osservatori" come richiesto dal Segretario generale dell'Onu: non appena sarà fatto, "saremo pronti a dispiegare gli osservatori molto, molto rapidamente", ha detto Fawzi.
Dalla Francia, il ministro degli Esteri Alain Juppé ha detto che la futura forza di osservatori dell'Onu in Siria dovrà essere dotata dei mezzi per far "rispettare la libertà di manifestazione". Serve un "dispiegamento di osservatori sul terreno, ma di osservatori che abbiano i mezzi, gli equipaggiamenti, elicotteri, che facciano rispettare la libertà di manifestazione", ha affermato Juppé, parlando a BFM-TV. Da parte sua, il candidato socialista alle presidenziali di domenica, Francois Hollande, ha affermato che se fosse eletto e l'Onu decidesse un intervento militare in Siria la Francia "vi parteciperebbe". (ANSAmed).










