In parallelo con la prima giornata dell'Eid, la festa che da paese a paese varia tra i tre e i dieci giorni, oltre allo sfoggiare "il vestito nuovo della festa", a scartare regali, ad intascare mancette e far scorpacciate di dolci, arrivano acuti disturbi digestivi che vanno dai dolori addominali alle indigestioni, dalla stitichezza a disturbi in grado di destabilizzare i livelli ormonali.
Uno scenario che tende a ripetersi anno dopo anno nonostante dalla pagine dei giornali ai programmi televisivi fiocchino consigli e avvertimenti.Che pure non dovrebbero servire.
"Il Corano ha spiegato centinaia di anni fa il risultato a cui e' arrivata la scienza alimentare moderna: il digiuno accompagnato da una dieta bilanciata porta beneficio alla salute," spiega Ali Al Salum, amabasciatore culturale degli Emirati Arabi Uniti, che ha fatto della divulgazione delle tradizioni arabe del Golfo la sua missione.
"Il mese di privazione e sacrifici, come generalmente e' percepito il Ramadan soprattutto dai non musulmani, e' in realta' una preziosa opportunita' di disintossicacazione fisica e spirituale". "Ad ogni parte del corpo e' richiesta attenzione - prosegue -. Alla lingua al linguagguo e al pettegolezzo, agli occhi al posarsi su scene indecenti, alle orecchie ad ascoltare discorsi insensati o osceni. Le mani non devono toccare nulla che non gli appartenga e i piedi non dirigerci sul sentiero delle azioni peccaminose. E questo comporta un impegno a 360 gradi del corpo e della mente della persona dedicata al digiuno".
Opportunita' e sforzi che sembrano irremidiabilmente compromettersi nell'immediato fine-Ramadan con eccessi - complici le grandi radunate familiari e le tradizioni sociali - che sembrano costare piu' al corpo che all'anima. (ANSAmed).










