Egitto: - 3 presidenziali, ultimi affondi Shafiq-Morsi

Battaglia accuse fra i due candidati in ballottaggio

13 giugno, 20:17

(di Danila Clegg).

(ANSA) - IL CAIRO, 13 GIU - Si chiude con una bordata di accuse fra i due candidati rivali la campagna elettorale per le prime elezioni presidenziali del post-Mubarak in Egitto. Ahmad Shafiq, ultimo premier sotto l'ex rais Hosni Mubarak, e il candidato dei Fratelli Musulmani, Mohamed Morsi, si sono lanciati attacchi per giorni nella speranza di dimostrare di essere la scelta migliore per gli ottanta milioni di egiziani dopo la rivoluzione dello scorso anno. Da domani scatta la pausa di 48 ore prima del voto di sabato e domenica, che presentera' agli elettori la difficile scelta fra un possibile ritorno al passato e un futuro in chiave integralista islamica pieno di incognite.

Le elezioni si tengono in un clima reso piu' teso dalla sentenza del processo Mubarak e dalle voci, che si sono attenuate nelle ultime ore, di un aggravamento delle condizioni di salute dell'ottanquatrenne ex rais ricoverato da oltre dieci giorni nell'ospedale della prigione di Tora, dopo la sua condanna all'ergastolo per le uccisioni dei manifestanti.

Non e' un caso che le accuse piu' pesanti che i due avversari si solo lanciati riguardino il ruolo repressivo avuto durante la rivoluzione, soprattutto nella famosa battaglia dei cammelli quando sostenitori di Mubarak entrarono al galoppo in piazza Tahrir per attaccare i manifestanti. Shafiq ha accusato due esponenti di spicco della Confraternita di avere lanciato bottiglie molotov dall'alto dei palazzi che circondano la piazza ed e' stato convocato dal tribunale che sta esaminando il caso per ascoltarne la testimonianza.

Morsi, che ha piu' volte promesso che fara' ricelebrare il processo contro Mubarak, ha definito come ''prive di senso'' le bordate di Shafiq mentre la Confraternita lo ha accusato di volerne diffamare l'immagine. Il segretario generale del movimento islamico, Mahmoud Hussein, ha affermato che ''tutti sanno che la leadership del defunto Partito nazionale democratico istigo' i teppisti che presero d'assalto la piazza''.

Morsi ha indetto varie conferenze stampa per tranquillizzare gli elettori liberali, cristiani e le donne che temono le ripercussioni di un Egitto confessionale. ''Non sceglieremo di fare tornare la dittatura, ma vogliamo uno stato civile e democratico che rispetti i cittadini'', ha ripetuto anche oggi respingendo nuovamente le accuse secondo le quali vuole chiudera' le banche, impedira' alle donne di lavorare, danneggera' il turismo e vendera' il canale di Suez al Qatar.

''Mi impegno a formare un governo di coalizione che rappresenti tutte le forze politiche e nel quale il partito dei Fratelli musulmani non sara' maggioritario'', ha promesso. Shafiq in ogni caso e' ancora in attesa di conoscere il verdetto della Corte Costituzionale sulla legge che impedisce agli uomini dell'ancien regime di rientrare nella vita politica.

La corte si riunira' domani e nel frattempo il ministro della Giustizia ha autorizzato servizi e polizia militare ad arrestare i civili fino all'entrata in vigore della nuova Costituzione.

Una decisione, accusano gli attivisti, che di fatto ripristina la legge d'emergenza, decaduta lo scorso 31 maggio. (ANSAmed).

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