Egitto: voto sorpresa, in vantaggio Morsi e Shafiq

Analista centro Al Ahram, gente vuole vita normale dopo Tahrir

25 maggio, 19:16

(ANSAmed) - IL CAIRO, 25 MAG - ''In politica nulla e' sicuro o prevedibile, e' una roulette e non si sa mai prima dove si fermera' la pallina''. Non mostra sorpresa Ahmed Youssef, analista del centro studi strategici al al Ahram, parlando con l'ANSA dei risultati ufficiosi delle presidenziali egiziane, che danno in vantaggio il candidato dei Fratelli musulmani Mohamed Morsi e l'ex premier Ahmad Shafiq, quando analisti e sondaggi nei giorni scorsi prevedevano il buon piazzamento dei due candidati piu' moderati, l'ex capo della Lega araba Amr Mussa e il filo islamico Abdel Moneim Abul Fotouh.

''Le elezioni sono politica - osserva - e i risultati delle elezioni sono generalmente una sorpresa. In Egitto, come in paesi sviluppati o in via di sviluppo''. E molto spesso, aggiunge, non e' il programma che poi vince alle urne.

Questo pero' per l'Egitto e' un buon inizio sulla strada della democrazia. Queste elezioni sono una esperienza nel vero senso della parola, una esperienza che non e' fine a se' stessa, ma l'inizio di altre, ancora piu' positive per questo paese''.

Secondo Youssef non e' importante quale candidato vincera' perche', sottolinea, ci sara' sempre la piazza a vigilare sul SUO operato. Per quanto riguarda le modalita' delle elezioni, a giudizio dell'analista, sono state condotte correttamente cosi' come e' da considerare buona un'affluenza alle urne di circa il 50%, in un paese dove fino ad un anno e mezzo fa per le presidenziali andava alle urne solo il 30% degli elettori.

Un altro analista dello stesso centro studi, El Sayed Yassine, concorda sull'affluenza, definendola 'eccellente'', ma si dissocia dall'idea che il destino del vincitore possa essere deciso dalla piazza. ''I rivoluzionari non hanno piu' alcun diritto di andare a Tahrir perche' bisogna accettare i risultati, qualsiasi essi siano. E' questa la vera democrazia'', osserva l'analista, secondo il quale Shafiq e' stato premiato per la sua politica improntata su ordine e sicurezza. ''Tutti cercano oggi una vita normale, vogliono vedere la polizia in strada e sentirsi sicuri a casa e sul lavoro. Per questo hanno votato per Shafiq''. Il candidato filo islamico moderato Abdel Moneim Abul Fotouh, dato fra i favoriti prima del voto sconta invece, secondo l'analista, il fatto di ''avere voluto piacere a tutti''. ''Ma alla fine non c'e' riuscito. Ha detto che avrebbe applicato le regole della Sharia e allora tutti si sono spaventati. Liberali, copti e musulmani moderati si sono allontanati da lui''.

(ANSAmed).

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