Di loro, stando ai sondaggi, sono quattro quelli considerati veramente in gara fino al secondo turno. Sono l'ex capo delle Lega araba ed ex ministro degli Esteri sotto Mubarak, Amr Mussa; l'ultimo premier sotto l'ex rais, Ahmad Shafik; il filo islamico moderato fuoruscito dai Fratelli musulmani, Abdel Moneim Abul Fotouh; il capo del partito dei Fratelli musulmani, Mohamed Morsi, che malgrado una potente macchina politica ed elettorale i sondaggi danno come piu' defilato rispetto ai primi tre. Soprattutto fra giovani prorivoluzione, intellettuali e elettori di sinistra cresce intanto l'appeal di due candidati: il nasseriano Hamdin Sabbahi e l'avvocato e attivista per i diritti umani, Khaled Ali.
Diplomatico di lungo corso, 75 anni, Amr Mussa e' stato ministro degli Esteri di Mubarak fra il 1991 e il 2001, prima di essere nominato alla Lega araba fino al 2011. Poco dopo la caduta dell'ex rais annuncio' che si sarebbe lanciato nella corsa per la sua successione. Considerato come liberale, conosciuto a livello internazionale e in grado di garantire la transizione per i suoi sostenitori, e' pero' accusato dagli oppositori di essere esponente dell'ancien regime e di essere stato tiepido nel condannare Mubarak durante la rivoluzione.
Ad essere accusato apertamente di essere un frutto del regime di Mubarak e' il suo ultimo premier, Ahmad Shafik, nominato per un mese e dimessosi poco dopo la fine della rivoluzione. Con lui, ex capo di stato maggiore dell'aeronautica, l'Egitto manterrebbe la tradizione che da Gamal Abdel Nasser ha sempre visto un militare alla presidenza. Definito dai sostenitori della rivoluzione un 'fouloul', termine colloquiale per definire i personaggi del vecchio regime, Shafik non fa mistero del suo attaccamento all'ex rais. In una intervista ad una tv egiziana ha affermato che ''Mubarak e' sempre un mio esempio e modello perche' riunisce fermezza e dolcezza''.
Due gli esponenti di spicco sul fronte filo islamico, che malgrado siano in corsa uno contro l'altro vengono chiamati dai loro detrattori ''le due facce della stessa medaglia''. Abdel Moneim Abul Fotouh, 61 anni, medico che ha lavorato negli ospedali da campo vicino a piazza Tahrir durante la rivoluzione, e' stato imprigionato durante l'epoca di Anwar Sadat e di Mubarak. Cacciato dai Fratelli musulmani a marzo per avere deciso di candidarsi, Fotouh aveva militato nell'organizzazione islamica dal 1970 e fra il 1987 e il 1990 e' entrato nel ristretto gruppo di consiglieri della guida del movimento. Apprezzato per la sua capacita' di essere trasversale, come dimostrerebbe il suo staff elettorale che accoglie un professore marxista, un giornalista liberale e un professore copto, e' criticato da chi sostiene che la sua moderazione e' solo di facciata e non potra' durare, visto l'endorsement dei movimenti salafiti. Secondo i dati ufficiosi e' il primo eletto dagli egiziani all'estero.
L'altra meta' della medaglia filo islamica e' quella di Mohamed Morsi, entrato in corsa per sostituire il vero candidato Khaiter el Shater escluso dalla commissione elettorale.
Professore di ingegneria, con alle spalle lunghi periodi di studio neli Usa, Morsi, 61 anni, e' stato parlamentare e nel 2006 e' finito in carcare per vari mesi dopo avere protestato contro i brogli elettorali nelle elezioni del 2005. Sconta il fatto di rappresentare il voltafaccia della Confraternita, che fino a qualche mese fa aveva assicurato che non avrebbe mai presentato un candidato alla presidenza del paese.
I favoriti della sinistra e degli intellettuali sono sostanzialmente due: Hamdin Sabbahi, 57 anni, nasseriano, fondatore del partito Karama, Dignita', che secondo i supporter potrebbe diventare la sorpresa delle elezioni, e Khaled Ali, quarantenne avvocato e attivista, conosciuto per le battaglie anti corruzione e per i diritti dei lavoratori. Ha cominciato oggi uno sciopero della fame simbolico per 24 ore a sostegno dei detenuti nelle carceri militari. (ANSAmed).










