Tpi: Brammertz, criminali catturati, ma serve collaborazione

Procuratore capo a Sarajevo, Belgrado per nuovo rapporto a Onu

07 maggio, 20:50

(ANSAmed) - SARAJEVO, 7 MAG - Il Tribunale penale internazionale dell'Aja per crimini di guerra nell'ex Jugoslavia (Tpi) si aspetta che la Bosnia-Erzegovina assicuri alle proprie istituzioni maggiori risorse perche' si possano processare con piu' efficacia e rapidita' centinaia di casi di crimini di guerra, in particolare quelli ceduti alla giustizia locale dal Tpi, e che la Serbia da parte sua proceda contro la rete di sostegno che ha permesso una latitanza di 17 anni a fuggitivi come Ratko Mladic, Radovan Karadzic e Goran Hadzic.

Lo ha detto in un'intervista al quotidiano di Sarajevo 'Oslobodjenje' il procuratore capo del Tpi, Serge Brammertz, che, proveniente da Zagabria, ha cominciato oggi una visita di tre giorni a Sarajevo, da dove proseguira' per Belgrado. Un nuovo giro nella regione in vista del rapporto semestrale che a giugno dovra' sottoporre al Consiglio di sicurezza dell'Onu. ''Nonostante le buone notizie sul fatto che non ci sono piu' latitanti - ha detto il magistrato - resta un importante lavoro da fare. Noi continuiamo a chiedere la collaborazione di questi paesi per poter essere efficaci nel portare a termine i processi pendenti e i procedimenti di appello presso il Tpi''. (ANSAmed)
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