Balcani: profughi, conferenza donatori a Sarajevo 24/4

Prevista raccolta oltre 500 mln euro

20 aprile, 19:40

(ANSAmed) - SARAJEVO, 20 APR - Quattro Paesi dell'ex Jugoslavia, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Serbia e Montenegro, organizzano una conferenza di donatori a Sarajevo il 24 aprile, che dovrebbe raccogliere oltre 500 milioni di euro per costruire nella regione 27.000 case per i rifugiati delle guerre balcaniche degli anni '90.

L'evento rappresentera' ''una nuova motrice'' per dare una ''soluzione duratura'' al problema di queste persone, ha detto oggi il ministro per i rifugiati bosniaco Damir Ljubic annunciando la conferenza, che e' organizzata con il sostegno dell'Unione europea, dell'Unhcr e del governo americano. Oltre agli 83 milioni di euro che stanzieranno i quattro paesi balcanici, il programma prevede donazioni per un importo di 508 milioni di euro per ridare, vent'anni dopo, una casa a circa 74.000 persone. ''La cosa piu' importante - ha detto oggi l'ambasciatore croato a Sarajevo Tonci Stanicic - e' che un problema umanitario di eccezionale gravita', con pesanti conseguenze politiche per la regione e per i rapporti tra i nostri paesi, e' molto vicino a una soluzione definitiva''. La Bosnia-Erzegovina e la Croazia otterranno rispettivamente circa 100 milioni di euro per la costruzione di 5.400 case in Bosnia e 3.000 in Croazia, il Montenegro avra' 25 milioni per la costruzione di 1.200 case, e la Serbia 308 milioni di euro per realizzare 16.800 abitazioni. La Bosnia-Erzegovina, essendo il paese con il maggior numero di rifugiati all'estero e di sfollati dentro i propri confini - in tutto 2,2 milioni alla fine del conflitto e di cui sono ritornate alle loro case poco piu' di un milione di persone - potra' contare entro la fine dell'anno su altri 150 milioni di euro grazie alla Banca di Sviluppo del Consiglio d'Europa, all'Arabia Saudita e all'Opec. Finora sono state ricostruite 317.000 delle 453.000 case distrutte durante la guerra e la 'Strategia per il ritorno dei rifugiati 2009-2014', che sara' presentata alla conferenza, prevede il ritorno alle loro case di 110.000 persone e la ricostruzione di 35.000 abitazioni.

(ANSAmed).

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