Secondo le anticipazioni diffuse dal suo ufficio di Sarajevo, Inzko si dice anche preoccupato perche' nel paese continua la dinamica delle politiche nazionaliste e la retorica dei dirigenti serbo-bosniaci, in particolare del presidente della Republika Srpska (Rs, entita' a maggioranza serba di Bosnia), Milorad Dodik, che minacciano la sovranita' e l'integrita' territoriale del Paese e quindi l'attuazione dell'accordo di pace di Dayton (1995). A seguito della formazione del nuovo governo, dopo 15 mesi di stallo, scrive Inzko, l'accordo tra i leader politici ha portato all'adozione di leggi chiave come quella sugli aiuti di Stato e la legge sul censimento che verra' effettuato l'anno prossimo, ed e' anche stato raggiunto l'accordo per risolvere la questione dei beni militari e dei beni pubblici che aprono la strada verso il Piano d'azione per l'adesione (MAP) alla Nato.
Ma la situazione resta complessa, ''alti dirigenti della Rs hanno piu' volte ammesso pubblicamente l'intenzionale ostruzione delle istituzioni di Dayton'', definendo la Rs uno stato, contrariamente alla Costituzione bosniaca. Inzko si dice preoccupato anche per certe attivita' nella Federazione Bh (entita' a maggioranza croato musulmana) atte ad annullare le riforme gia' realizzate, mentre politici croati continuano a volere la costituzione di una terza entita', a maggioranza croata. (ANSAmed).










