Regista Bicicletta verde, un bel giorno per noi donne saudite

Quota in Shura un passo avanti, Paese vive cambiamento graduale

11 gennaio, 21:41

Haifaa al Mansour al Torino Film Festival (archvio) Haifaa al Mansour al Torino Film Festival (archvio)

(di Luciana Borsatti) (ANSAmed) - ROMA, 11 GEN - ''E' una bella giornata per le donne saudite. Dare loro potere in politica e' il primo passo per estendere la loro partecipazione nella vita pubblica e nel dare forma alla nazione''. A parlare del decreto che nomina le prime donne nel Consiglio consultivo saudita e' Haifaa Al Mansour, prima regista donna dell'Arabia Saudita e autrice del film ''La bicicletta verde'' (Wadjda), che dopo i festival di Venezia e Torino e' ora approdato nelle sale italiane. ''Naturalmente c'e' ancora molto da fare per quanto riguarda le donne nel Regno - prosegue la giovane regista rispondendo per e mail alle domande di ANSAmed - ma dovremmo sempre felicitarci dei passi avanti nelle giusta direzione''. D. Puo' questo decreto del re Abdullah considerarsi un compromesso tra le forze progressiste e quelle conservatrici? R. Penso che si tratti di un passo compiuto in autonomia. E' in linea con il progetto del re di dare alla donne nel Regno piu' diritti e rappresentanza, indipendemente dalla pressioni esterne. Compiere cambiamenti fondamentali ed ampliare il ruolo delle donne all'interno della societa' e' sempre stato un punto chiave della piattaforma del Re Abdullah. D. Si puo' considerare il decreto odierno come il risultato di una ''soft revolution'' delle donne saudite, che si puo' intravvedere anche nella vicenda del suo film? R. ''Non mi piace la parola 'rivoluzione', e soprattutto il modo come la maggior parte di queste stanno procedendo nella regione. Sento invece che l'Arabia Saudita ed il suo popolo, donne e uomini, stanno vivendo un cambiamento graduale ed un progresso nella giusta direzione. Sono molto ottimista - conclude - sul futuro del Regno''. ''La bicicletta verde'' racconta con delicatezza la storia di una ragazzina intelligente e caparbia, che pur di avere anche lei una bicicletta, in una societa' dove sarebbe proibito, si impegna per vincere una competizione di lettura del Corano. Il cambiamento in Arabia Saudita deve avvenire ''dal di dentro'' e nella ''visione del mondo'' delle singole persone, non attraverso le contrapposizioni frontali, aveva detto Haifaa Al Mansour presentando di recente a Roma il suo film.

Contrapposizioni frontali che aveva lasciato capire di temere anche a proposito della battaglia per il diritto delle donne a guidare condotta da Manal Al Sharif. Con studi all'American University del Cairo e a Sidney, la giovane regista vive abitualmente in Bahrein con il marito statunitense. (ANSAmed).

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