(di Rodolfo Calo') (ANSAmed) - ANKARA, 20 FEB - Si confermano il convinto sostegno politico del premier Recep Rattip Erdogan e l'economia in vertiginosa crescita di una nazione giovane ma ormai ben piu' che emergente i punti forti della candidatura olimpica di Istanbul per i giochi del 2020. Al Comitato olimpico turco le turbolenze regionali non fanno paura e il ruolo di ponte fra Occidente e Islam che sta cercando di impersonare la Turchia e' considerato un ulteriore motivo di appeal per convincere il Cio a piazzare i cinque cerchi sulle due sponde del Bosforo. Queste indicazioni sono state date ad ANSAmed da uno dei due vicepresidenti del Comitato olimpico nazionale turco (Noct), Hasan Arat, che mercoledi' scorso ha depositato a Losanna la candidatura di Istanbul, ora in concorrenza con Madrid, Tokyo, Doha e Baku. Ma non piu' con Roma, ritiratasi dalla corsa. Una defezione che Arat non ha voluto commentare: ''Istanbul 2020 non rispondera' a nessuna domanda su qualsiasi altra citta' candidata'', ha premesso il dirigente aggiungendo che ''siamo focalizzati sul nostro lavoro''. ''Questo e' il momento giusto per Istanbul'', ha detto ancora Arat ricordando che ''abbiamo l'appoggio al 100% del nostro governo e una forte base finanziaria su cui costruire'': di recente il Fondo monetario internazionale ''ha annunciato che l'economia della Turchia nel 2011 e' cresciuta dell'8,3%, rendendoci l'economia in piu' rapida crescita in Europa. Il nostro Pil - ha aggiunto - ci pone al 16/o posto nel mondo e la Turchia e' stato l'unico paese dell'Ocse ad avere un rating per il credito aumentato durante l'attuale crisi finanziaria''. A Istanbul in particolare ''c'e' stata dal 2004 una spesa annua di 1,2 miliardi di dollari per il miglioramento delle infrastrutture per i trasporti: la citta' si e' trasformata rispetto alle precedenti candidature'', ha detto ancora Arat riferendosi implicitamente a quelle fallite per le quattro edizioni dal 2000 al 2012. ''Istanbul sara' uno spettacolare scenario per il piu' grande spettacolo della terra'', ha sostenuto il numero due del Noct prevedendo che ''Istanbul 2020 creera' un'inestimabile eredita' per la giovane, dinamica, ambiziosa popolazione della Turchia.
Abbiamo 20 milioni di under-20 e quasi il 50% della popolazione e' under-25. Abbiamo bisogno di una lascito olimpico per loro''.
Alla richiesta di ammettere qualche punto debole, Arat ha esortato a non tener conto del passato: ''questa e' una nuova candidatura per la Turchia'', il ''culmine di 20 anni di esperienza con miglioramenti fatti ad ogni passo. Abbiamo ascoltato il Cio e abbiamo imparato la lezione''. E a chi obietta che si tratta di piazzare i giochi ai margini di una mezzaluna di crisi infiammata da Iran, Iraq e Siria, il dirigente replica: ''Istanbul 2020 sara' un ponte verso un futuro unito. Quale altra citta' potrebbe far svolgere i Giochi su due continenti allo stesso tempo? La Turchia - ha concluso Arat - e' una nazione laica, democratica, islamica e vogliamo offrire al movimento olimpico l'opportunita' storica di sfruttare la comprovata passione per lo sport della regione ad ogni livello: da una popolazione giovane che cerca disperatamente opportunita' per giocare e praticare sport, a gruppi famosi nel mondo che vedono nello sport il trampolino di lancio per la loro prossima fase di sviluppo''.(ANSAmed).
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