Egitto: quasi 5 mln voti per candidato Fratelli Musulmani

Shafik secondo, ma si ipotizza un ballottaggio a tre con Sabahi

25 maggio, 16:09

Presidential candidate Morsy first results conference Presidential candidate Morsy first results conference

(ANSAmed) - IL CAIRO - Al 90 per cento dello spoglio dei voti per le elezioni del presidente della repubblica egiziana sono in rete cifre ufficiose che assegnano al candidato dei Fratelli Musulmani, Mohamed Morsi, quasi cinque milioni di voti, su quasi 18 milioni di voti validi. Il secondo posto di questa classifica provvisoria viene assegnato all'ex generale dell'aviazione ed ex primo ministro nominato da Hosni Mubarak prima di lasciare il potere, Ahmed Shafiq, con circa quattro milioni e mezzo di voti. Ma tra questi dati, tutti da confermare, la sorpresa viene soprattutto dal terzo classificato, il giornalista e scrittore nasseriano Hamdeen Sabahi, che avrebbe raggiunto oltre il 18 per cento con più di tre milioni di voti, e che le previsioni elettorali davano come oustider con poche probabilità. La solida posizione che starebbe consolidando potrebbe consentire a Sabahi di essere recuperato nel ballottaggio annunciato finora solo tra i primi due maggiori votati. Potrebbe aversi cioé un ballottagio a tre, secondo quanto valutato in una conferenza stampa due giorni fa dal segretario della commissione elettorale, Hatem Bagato, per il quale, se i primi due candidati avessero un numero uguale (o molto vicino) di voti, al secondo turno la legge prevede che possa essere inserito un terzo candidato.

Decisamente fuori gioco il moderato islamico Abdel Moneim Aboul Fouttouh e l'ex segretario generale della Lega Araba, Amr Mussa, ai quali i dati provvisori assegnano rispettivamente poco più del 17 per cento e circa il 12. "A danneggiare questi due concorrenti alla presidenza, che pure sembravano molto favoriti - commenta una giornalista egiziana, Hana - è stato sicuramente il loro confronto televisivo, nel quale entrambi si sono soprattutto soffermati su accuse personali reciproche e nessuno dei due ha dato alla gente l'idea di essere uno statista". Le prime reazioni raccolte online, pur in assenza di raduni previsti a piazza Tahrir, il luogo simbolo della rivoluzione del 25 gennaio, vanno dalla frustrazione all'ammissione di errori da parte di oppositori fuori gioco, alla consolazione. "Le elezioni non sono state falsificate ma ugualmente non sono state oneste al cento per cento - commenta l'avvocato Ayman Nour, esponente del partito El Ghad, escluso dalla corsa alla presidenza - la scelta è ora piuttosto difficile ed io avevo messo in guardia i giovani rivoluzionari sulle loro resistenze a presentarsi alle elezioni senza unificarsi su un candidato, producendo il risultato che abbiamo". Il deputato indipendente Moustafa El Naggar commenta su Twitter che "la guerra non è finita e dobbiamo imparare dai nostri errori. Il futuro ora dipende da noi". Mentre molte voci online sembrano già orientarsi verso un nutrito sostegno al candidato dei Fratelli Musulmani, Morsi, qualche pessimista si lancia a valutare l'ipotesi di nuove proteste, anche violente, da parte dei giovani rivoluzionari che non accetteranno il risultato delle urne.(ANSAmed).

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