Francia 2012: esercito indecisi, sono quasi la meta'

1/3 non sa chi votera', il 48% ha cambiato idea in ultimi 6 mesi

17 aprile, 09:56

Meeting elettorale di Nicolas Sarkozy alla Concorde a Parigi Meeting elettorale di Nicolas Sarkozy alla Concorde a Parigi

(di Tullio Giannotti) (ANSAmed) - PARIGI - A decidere sarà l'esercito degli indecisi: un terzo degli elettori francesi non sa ancora per chi voterà domenica prossima e il 6 maggio, mentre ben il 48% del totale ha cambiato idea già una volta negli ultimi sei mesi sulla destinazione della propria scheda elettorale. Secondo molti analisti, una giornata molto spettacolare ma sostanzialmente inutile come quella di domenica - con grandi raduni dei due principali candidati, Nicolas Sarkozy e Francois Hollande, ognuno attorniato dai suoi "centomila" fedelissimi in piazza - ha avuto come scopo principale quello di attirare gli indecisi. La festa, l'agglomerazione, lo slogan vincente di questo o quel candidato, ogni elemento viene in questi ultimi giorni di campagna sapientemente dosato per fungere da calamita per l'elettore ondeggiante. La situazione è ancora più difficile se si considera che i sondaggisti - un settore diventato una giungla, con nove istituti che sparano cifre quotidianamente - hanno già previsto un'astensione record. Non solo per disamore o disaffezione verso la politica, un sentimento peraltro piuttosto diffuso, ma per la puntuale coincidenza alla quale da decenni i francesi non sanno porre riparo fra la domenica elettorale e le vacanze scolastiche. Quest'anno, in più, si rischia davvero di fare il botto: la Francia, divisa in tre settori che vanno in vacanza a turno, si sovrappone esattamente - come una eclissi - in un solo giorno, quelle 24 ore in cui tutti sono fuori, chi perché sta partendo, chi perché sta rientrando, chi perché è nel bel mezzo delle vacanze. E qual è quel giorno? Domenica prossima, 22 aprile, primo turno elettorale. Quello che, proprio per una coincidenza del genere, costò nel 2002 al socialista Lionel Jospin il cocente sorpasso da parte di Jean-Marie Le Pen.

In quella stessa occasione, la Francia toccò il suo apice di astensionismo con il record del 28,4% al primo turno.

Ma accanto a questo aspetto "vacanziero", c'é la seria indagine "Presidoscopie 2012" pubblicata ieri da Le Monde e basata sulle cifre di diversi istituti specializzati. Quello che salta agli occhi subito è la quota del 48% di coloro che hanno cambiato idea sul partito da votare dal novembre 2011 ad oggi: in gran parte agricoltori, operai o inattivi (disoccupati e pensionati). Se si considera la particolare tendenza dei francesi a disperdere il voto al primo turno, un trend che penalizza di solito la sinistra e il suo microcosmo di piccole formazioni a sinistra del Partito socialista, c'é poco da stare allegri per Francois Hollande e Nicolas Sarkozy. Quest'ultimo, durante il suo mandato, ha vissuto tassi di astensione impensabili prima (38,95% alle municipali 2008, 59,37% alle europee 2009, 53,6% al primo turno delle regionali 2010). Se Hollande può essere penalizzato dalla crescita inattesa di Jean-Luc Melenchon alla sua sinistra, Sarkozy trema per la disaffezione dei francesi dopo i suoi cinque anni deludenti. Ad avvantaggiarsene, potrebbe essere il solito Fronte nazionale, l'estrema destra di Marine Le Pen che sogna di imitare l'exploit del padre nel 2002.(ANSAmed).

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