Terzi ha quindi rilevato una "impressionante coincidenza tra l'aumento della repressione in Siria e la fase di paralisi nell'adozione di misure e di decisioni sulla questione". "E' capitato con i bombardamenti di Hama - ha detto - e con stragi ancora molto più numerose di quelle che si erano verificate nei primi dodici-quattordici mesi mesi della repressione''. La violenza in Siria che ormai va avanti da quasi 17 mesi, ha rilevato ancora il ministro italiano, ha causato finora "due milioni di rifugiati interni, 20 mila vittime, 70 mila feriti, 170 mila arrestati e 70 mila persone scomparse". Terzi ha parlato al termine di un incontro alla Farnesina con il presidente del Consiglio nazionale siriano (Cns), Abdulbaset Sieda, ponendo così l'accento sull'emergenza umanitaria determinata dalla crisi siriana. Quest'ultimo ha sottolineato da parte sua che il regime ''vive i suoi ultimi giorni e si gretola dall'interno'', con oltre 60 defezioni gia' registrate tra i vertici militari. Quanto al voto odierno al Consiglio di sicurezza, Sieda ha detto che "le regole Onu sono superate, perché risalgono alla seconda guerra mondiale e non rispettano le esigenze'' attuali.
(ANSAmed).










