Finanziato dall'Ue in partnership con il Ministero nazionale dell'Economia, con l'Organizzazione del Commercio Palestinese (PalTrade) e con l'Associazione degli Spedizionieri Palestinesi (PCS), il progetto intende favorire e massimizzare il contributo che le esportazioni di servizi e beni già forniscono alla crescita economica dei Territori occupati e alla Striscia di Gaza.
"Il programma consiste di tre fasi già concordate e ben definite", spiega ad Ansamed l'amministratore delegato di PalTrade, Hanan Taha-Rayyan. "La prima riguarda l'implementazione di un corridoio commerciale con i paesi arabi confinanti attraverso la promozione di percorsi meno costosi e alternativi a quelli israeliani." Durante questa fase verranno inoltre messi a confronto i centri di smistamento merci giordani e israeliani per quanto riguarda costi, barriere burocratiche e ostacoli logistici. Verrà poi presa in considerazione la possibilità di creare un centro logistico di smistamento merci nell'area della valle del Giordano.
La seconda fase del progetto riguarda la creazione di una nuova Strategia Nazionale per le Esportazioni (NES). L'obiettivo di questa componente è di promuovere lo sviluppo di nuove strategie per favorire le esportazioni palestinesi sul mercato globale. Le nuove modalità di sviluppo verranno messe a punto da PalTrade, dal Ministero dell'Economia e da un nutrito gruppo di associazioni del settore pubblico e privato palestinese.
"PalTrade opererà come trait d'union fra il settore pubblico, quello privato e il ministero per un periodo di cinque anni, aiutando i diversi attori a concepire una strategia di sviluppo vincente", aggiunge Taha-Rayyan.
La terza fase del progetto si pone infine l'obiettivo di aumentare la produzione e la fornitura di servizi all'interno dell'economia palestinese e sul mercato europeo. Anche se il settore dei servizi e' la voce più importante del prodotto interno lordo palestinese -e quello che impiega il maggior numero di persone- un successivo sviluppo e ampliamento del mercato appare facilmente raggiungibile. E dato che la Palestina fa parte dell'EuroMed Free Trade Area la creazione di una piattaforma comune internazionale per lo scambio e la vendita di servizi appare un passo necessario e fondamentale per un completo sviluppo dell'economia cisgiordana.(ANSAmed).










