Lo ha confermato anche il presidente della commissione regolatrice di energia elettrica, Ahmed Hyasat. In una intervista ad ANSAmed, Hyasat ha detto che la domanda di elettricita' in Giordania sta aumentando notevolmente e le fonti energetiche alternative stanno diventando essenziali per il regno che dipende dagli aiuti esterni. Hyasat sostiene che il Paese mira a raggiungere il 10 per cento del suo fabbisogno totale di energia nel 2020 utilizzando proprio le energie rinnovabili.
Tra l'altro, quello delle rinnovabili e' un campo promettente per gli investimenti in Giordania. ''Il Parlamento ha recentemente promulgato una legge sulle energie rinnovabili e questo ha gia' aperto molte opportunita' di investimento. Piu' di 60 compagnie internazionali hanno, infatti, presentato proposte al ministero dell'Energia per competere in eventuali investimenti in questo settore'', ha detto Hyasat.
La Giordania importa gas dall'Egitto per alimentare le centrali elettriche nel sud, ma le turbolenze politiche e sociali nel Paese hanno spinto il regno a cercare fonti alternative. Il disegno di legge finanziaria sta diventando sempre piu' difficile da gestire in un Paese che gia' soffre di mancanza di risorse finanziarie e dipende fortemente dagli aiuti stranieri per mandare avanti la sua fragile economia.
Secondo Hyasat alcune delle maggiori sfide per il regno in termini di fornitura di energia elettrica includono: forte dipendenza dalle importazioni di energia (95% importato nel 2010), costo elevato (le importazioni di energia hanno rappresentato il 13,3% del Pil nel 2010), forte crescita della domanda di energia primaria, (il consumo di elettricita' si e' raddoppiato ogni dieci anni). Se quest'ultimo rappresenta un indicatore positivo per lo sviluppo economico e un segno di miglioramento del tenore di vita, puo' anche essere allarmante per un Paese che dipende quasi interamente dalla fornitura estera di petrolio e gas per generare energia.
Hyasat ha detto che l'ente nazionale di energia elettrica (NEPCO) sta cercando il modo migliore per fronteggiare il fabbisogno energetico del regno attraverso una politica di ristrutturazione del settore. Essa garantisce inoltre che le societa' elettriche forniscano servizi di sicurezza di alta qualita', prezzi competitivi accettabili, incoraggiare gli investimenti nel settore, proteggere gli interessi dei consumatori e monitorare e risolvere le lamentele presentate dai consumatori.
Per quanto riguarda il progetto di commissione regolatrice nel Mediterraneo, Hyasat sostiene che vi siano differenze nella situazione dei mercati energetici fra i Paese che aderiscono al network delle Autorita' dell'Energia del Mediterraneo (MEDREG).
''C'e' ancora da lavorare all'interno dell'ombrello MEDREG per arrivare ad una bozza finale per gli accordi che potrebbero aiutare a creare un mercato mediterraneo dell'energia e un quadro regolatore'', ha detto. Tuttavia, il presidente ammette che il Paese ha tutto da guadagnare dalla sua partnership con il Medreg compreso lo scambio di esperienza nella regolamentazione e nei meccanismi di mercato aperto. ''La Giordania e' coinvolta in tutti i gruppi ad hoc MEDREG (di elettricita', istituzionali, gas, ambientale e rinnovabili), e questo ci aiuta nello scambio di informazioni e studi'', ha detto.
Infine, Hyasat ha ribadito che la Giordania sostiene pienamente gli sforzi dell'Ue per rafforzare MEDREG poiche' questo ha un impatto molto positivo sul settore dell'energia elettrica della Giordania e migliora le capacita' in competenze giuridiche e tecniche, cosi' come le interconnessioni oltre il confine allo scopo di sviluppare una rete mediterranea interconnessa. (ANSAmed).










