La crisi della zona euro "non riguarda solo il problema italiano", secondo Marchionne, bensì "come ci siamo formati come unità monetaria" e va affrontata nel suo complesso. "I mercati finanziari ci stanno spingendo a risolvere un problema che da tempo esisteva", ha osservato. Ma, "fino a che l'Europa non deciderà cosa vuol fare per andare avanti, il mercato continuerà a rimanere fermo e c'è pochissimo da fare", ha aggiunto. Dopo una riunione di due ore, ieri, col premier spagnolo, Mariano Rajoy, l'ad di Fiat si è detto "più che convinto che è una persona molto capace". "E, naturalmente - ha aggiunto - confermo il mio appoggio al governo Monti e alle misure che sta adottando. Considerato quanto abbiamo ereditato dal passato, la scelta è molto limitata: o riusciamo a rientrare in un quadro europeo di risanamento complessivo o l'Italia da sola non ce la farà mai. La risposta deve essere europea". Marchionne ha ringraziato il governo spagnolo per gli sgravi fiscali concessi al potenziamento dello stabilimento Iveco di Madrid, un investimento di 1,5 miliardi che creerà mille posti di lavoro diretti, oltre i 900 esistenti. "Purtroppo non c'è una politica comune a tutta l'Europa in questo senso", ha rilevato. Col trasferimento della produzione dei mezzi pesanti Fiat dalla Germania, la Spagna si consolida come unico polo europeo del gruppo per la produzione di veicoli pesanti, con lo stabilimento di Valladolid - con altri mille posti di lavoro - che accoglierà anche la produzione del prossimo modello del furgone Iveco Daily. D'altra parte, l'ad di Fiat ha escluso la possibilità di un investimento del genere in Italia: "Il progetto Italia non esiste più, ma grazie a Dio Mirafiori va bene", ha concluso.
(ANSAmed)










