(di Patrizio Nissirio) (ANSAmed) - LONDRA - Sei concerti 'sold out', un ritorno imposto da un concerto di grande successo lo scorso novembre: il jazz elegante e 'caldo' di Mario Biondi ieri sera ha conquistato il Ronnie Scott's di Londra, uno dei club-tempio della musica europea. Nonostante il tutto esaurito da settimane, in tanti erano ancora in fila davanti al locale ieri sera nella speranza di trovare un biglietto.
Un'occasione di mostrare tutta la loro passione per il jazzman siciliano: "Uno mi ha detto, qui davanti al locale, ti amiamo, sei il mio Dio", racconta Biondi sorridendo, "io poi mi imbarazzo, sono così autocritico, mi preoccupo del mio inglese" (che poi è assolutamente impeccabile).
Mario Biondi non è il classico artista italiano che sbarca a Londra e fa il pieno di connazionali qui residenti: il suo è un successo autenticamente internazionale ("Anche se mi piace sempre ricordare che devo tutto all'Italia", ci tiene a sottolineare). Non a caso fa il pieno al Ronnie Scott's. "Che emozione forte essere qui. Anche perché sei accerchiato da queste foto di grandi, da Betty Carter a Carmen McRae, di cui ho un live registrato proprio qui al Ronnie Scott's. Attorno a me vedo l'enciclopedia dei miei gusti musicali", spiega. Per gli show londinesi Mario propone scalette sempre diverse: "Spazio dai brani miei del primo album, fino a diverse cover. Cambio perché sono un'anima in pena. Se ho due set non riesco a proporre sempre la stessa canzone. Tanto di brani ce n'é". E non riesce neanche a sentirsi confinato da etichette. "Io sono supportato da jazzisti straordinari, ma non faccio jazz, io faccio musica", dice. E nella sua valigia c'é anche la tradizione siciliana: "Mi sento profondamente siciliano e catanese, in particolare da quando vivo lontano, mi coinvolgo con la realtà sociale locale, come dopo il terremoto di Messina.
La musica siciliana ha avuto una grande influenza su di me, attraverso la mia famiglia. Amo la mia terra, con tutti i suoi pro e i suoi contro, non è un posto da mezze misure".
Forte del suo album Due, un titolo che in inglese vuol dire "dovuto", ma è anche il suo numero 2, il crooner italiano è risalito su quel palco leggendario accompagnato dalla sua band al completo (o quasi, il percussionista Luca Florian è rimasto bloccato a Bologna dal maltempo), Daniele Scannapieco al sassofono, Beppe di Benedetto al trombone, Giovanni Amato alla tromba, Claudio Filippini al piano, Tommaso Scannapieco al contrabbasso e Lorenzo Tucci alla batteria. Biondi dopo la serie di concerti londinesi - il 3 e il 4 febbraio fa due show al giorno - è atteso sui palchi italiani già il 7.(ANSAmed).
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