E' questo il programma che e' stato annunciato inq ueste ore e che sara' portato avanti dallo Stato tunisino, una volta completato l'iter di redazione dei relativi progetti. Una grande opera civile - dai costi non ancora quantificati, ma che saranno importanti - che prevede anche la realizzazione di una serie di stazioni di trattamento, collocate strategicamente vicino ai bacini da cui l'acqua sara' prelevata. In questo la Tunisia e' agevolata dal fatto di avere, negli anni '60 con grande lungimiranza, costellato il proprio territorio di laghi e bacini artificiali, che svolgono due essenziali compiti: essere l'unico strumento di fatto a sostegno dell'agricoltura del Paese; fungere da elemento essenziale nel controllo delle grandi piogge autunnali, le cui acque (che cadono copiosamente per intere settimane) vengono controllate e indirizzate verso questi enormi ''contenitori''.
L'annuncio della realizzazione delle tre grandi opere di convogliamento delle acque e' stato dato da Jamîl Moueddeb, responsabile della Sonede (la societa' pubblica tunisina incaricata della gestione e della distribuzione delle acque per uso irriguo e di alimentazione delle reti urbane potabili). Il progetto, che sara' portato avanti con partner quali la tunisina Secadenord e la francese Scp, riguardera' circa 1.200 localita' (per la maggior parte piccoli centri), per un totale di circa mezzo milione di abitanti. Il tracciato del progettato e' stato deciso in virtu' delle particolari condizioni in cui si trovano Jendouba, Béja et Biserta, nei cui territori esistono zone di ''deserto rurale'' (ovvero con particolari condizioni ambientali, rese difficili dall'assenza di corsi d'acqua capaci di rispondere alla domanda di agricoltori e privati cittadini).
Ma le reti che alimenteranno campagne e case di Jenoduba, Beja e Biserta sono solo uno dei grandi progetti che sono in cantiere in Tunisia. I programmi del Governo nel settore della gestione delle acque prevedono, infatti, anche la realizzazione, nei prossimi anni, di un bacino artificiale, l'Mellegue El Almi, con una capacita' di 200 milioni di metri cubi, che proteggera' la citta' di Bousalem (nel Governatorato di Jendouba).
(ANSAmed).










